Raffaello Lavagna - Sacerdote - nato a Savona 22/10/1918 - Drammaturgo - Librettista lirico
Autore di testi per canzoni e melodie sacre - Giornalista della Radio Vaticana
e animatore di spettacoli teatrali.
Raffaello Lavagna - Drammaturgo - Librettista lirico – Autore di testi per canzoni e melodie sacre - Giornalista del Programma Italiano della Radio Vaticana e animatore di spettacoli teatrali.
Ante-Scriptum
• Per conoscere le attività in campo artistico di Lavagna:
• Per quanto riguarda il settore musicale, si prega di consultare, nel testo, gli “anni” dove le attività sono state sottolineate;
• Per quanto riguarda invece il teatro di prosa, il teatro per ragazzi, la radio e la TV, si
• prega di consultare gli “anni” non sottolineati;
• Chiedendo scusa se, accanto alle notizie specifiche, riguardanti le opere relative alla
produzione nel campo dello spettacolo di Lavagna, si trovano (in questo dossier) anche
notizie sulla sua persona, ma utili , e molto spesso pertinenti proprio a quanto da lui
realizzato nel mondo del teatro, del cinema, della radio, della TV, della musica, e
magari in campi paralleli artistici delle arti figurative, compresi episodi della sua vita,
che hanno favorito il suo inserimento nel mondo della “comunicazione sociale”- mondo diventato, accanto alla sua vocazione sacerdotale, quasi una sua seconda vocazione istintiva e naturale.
Don Lavagna chiede scusa di eventuali ripetizioni lunghesso il tragitto di questo suo lungo percorso che passa dalla vita alle sue opere – sperando di non essere mandato a far benedire!
• Per informazioni e chiarimenti: Raffaello Lavagna, via Stazione S. Pietro, n. 6 – 00165
Roma - tel. e fax. 06/635718 - cell. 339/2771329 – 338/8061684 - www.raffaellolavagna.it - oppure Sig. Murolo Paolo 06/63902569 – cell. 3398265664.
ANNO 1918 – Raffaello Lavagna nasce a Savona (22 ottobre, bilancia!)
ANNO 1942 – Viene ordinato sacerdote, dopo essere entrato, per gli studi, nel Seminario di Savona nel 1930. Sua prima destinazione Spotorno (Savona).
ANNO 1943 – E’ subito nominato Cappellano militare presso la Delegazione Assistenza Militare nella Zona Ligure. Terminato il servizio militare nel 1945, a Spotorno, trasforma una Chiesa/Oratorio (sino allora Campo di Concentramento per prigionieri di guerra, di cui è stato Cappellano) in Teatro-Ricreatorio, dove si rappresenta il suo primo dramma: “I Bambini hanno ragione”, il cui titolo è mutuato dal famoso film di Vittorio de Sica, “I Bambini ci guardano” , ispirato al romanzo “Pricò” di Giulio Cesare Viola ;teatro dove Lavagna realizza pure una serie di
spettacoli musicali. Appassionato di lirica trova il modo di inaugurare il teatro con una serie di atti unici tra cui una intiera scena della “Vergine degli Angeli”, dalla “Forza del Destino” di Verdi, ingaggiando orchestrali dal Teatro Chiabrera di Savona – emozionato dall’averne visto l’ultima interpretazione di Beniamino Gigli, all’Arena di Verona. Con un episodio esilarante, e simpatico: che la barba posticcia di Frà Melitone si incendia, creando panico, ma anche uno scrosciante applauso nel pubblico presente nella sala, per l’acquata necessaria a spegnere la barba dell’incauto cantante! Però: teatro, e spettacolo bagnato, teatro e spettacolo fortunato.
ANNI 1944/49 – Repliche di “I Bambini hanno ragione ”, in tournée ligure e formazione di una Compagnia Amatoriale per realizzare spettacoli, sia di prosa che di musica, sempre nel Teatro Ricreatorio, che viene dotato man mano di tutte le strutture necessarie, con la collaborazione delle Istituzioni locali: Comune che (pur di sinistra) accetta di ristrutturare il locale per le rappresentazioni, con l’aiuto della Azienda di Soggiorno e Turismo di Spotorno. Il palcoscenico viene sistemato con l’abbattimento (mamma mia se fossero esistiti, allora, gli ambientalisti moderni!?) abbattimento di uno stonato ultimo ciuffo di pini che, segati e piallati saranno un solido pavimento per il palcoscenico - il tutto approvato dalla Giunta comunale, dato che si doveva poi fare tuo un rilancio di rimboschimento - in quanto i pini sulle colline a Nord della cittadina spotornese, erano stati quasi tutti tagliati e bruciati come legna per la produzione artigianale di sale (con delle lamiere, sulla spiaggia!) – in quel periodo bellico non arrivava più il sale dalla Sicilia!