Raffaello Lavagna - Sacerdote - nato a Savona 22/10/1918 - Drammaturgo - Librettista lirico
Autore di testi per canzoni e melodie sacre - Giornalista della Radio Vaticana e animatore di spettacoli teatrali.


Don Lavagna comunica che, oltre alla consultazione del presente SIto, chi volesse approfondire la sua conoscenza potrà consultare una serie di dossier cartacei (scritti, foto) presso i seguenti indirizzi:

- Biblioteca Comunale, Via Monturbano, 14 – 17100 - Savona tel: 019/8310393 - fax: 019/8310716

- Biblioteca del Burcardo della SIAE – Via del Sudario, 44 – 00186 – Roma tel: 06/681971 - fax: 06/68194727

- Biblioteca Radio Vaticana - Piazza Pia 3 - 00193 ROMA - tel: 06/698/83551/4365 - fax: 06/6988384 - SEDOC@Vaticaradio.VA


Anni 1918- 1949 Anni 1950- 1959 Anni 1960- 1969 Anni 1970- 1979
Anni 1980- 1989 Anni 1990- 1999 Anni 2000- 2009 Anni 2010- 2011


ANNO 1960- Dato il successo ottenuto dalla precedente trasmissione TV del 25 aprile del 1959 di “Marcellino pane e vino”, ancora il Direttore Pugliese decide per una replica per il 6 gennaio, senza però sapere che la trasmissione non era stata registrata! E dato il disguido, essendo stato lo spettacolo per una replica, programmato sul Radiocorriere, dato che la Compagnia del Ridotto del Teatro Eliseo si trovava al Teatro Olimpia di Milano - fu necessario spedire tutta la scenografia a Milano…compreso il viaggio urgente per aereo del piccolo Marcellino, alla svelta, per riprovare e poter essere in regola con la prevista programmazione! Sono cose che capitano anche nelle migliori famiglia, specie se i funzionari spesso non credono, o non vogliono credere, alla valenza del tema religioso, magari per preconcetto laico o politico – oh, capita anche questo! Eccezione fatta per il laico Pugliese, (vera eccezione in ambiente RAI!?) il cui nome è stato fatto molto spesso in queste memorie!
           - Nello stesso anno, riduzione drammaturgica di Lavagna per la Radio Italiana di “Le Chemin de la Croix” – “Il Cammino della Croce” di Paul Claudel; lavoro riproposto in seguito, in forma teatrale, per la Settimana Santa alla Messa degli Artisti di Roma in piazza del Popolo, dove Lavagna collabora per parecchi anni con l’allora sempre vivace Mons. Ennio Francia.

ANNO 1961 – Riduzione e rappresentazione teatrale di un altro lavoro “Piccolo Amico”, tratto da Lavagna dal romanzo inglese “Little Friend” di William Cowen. Il soggetto è quello di una simpaticissima storia di una bambina – lavoro al femminile, ma paritetico al maschile “Marcellino pane e Vino” – storia in cui la bambina, invece di parlare con il Gesù Crocifisso della soffitta come Marcellino, colloquia con il Gesù Bambino del Presepio, allestito nell’Istituto di Suore che frequenta (Suore che sono un pò il gradevole e divertente equivalente dei frati del Marcellino Pane e vino!) E, dato che la mamma della bambina dovrà partorire, la piccola prega ardentemente Gesù Bambino affinché il nascituro sia un maschietto! Con la promessa, che porterà, lui Gesù Bambino dal fratellino, per farglielo conoscere! Difatti, ottenuta la grazia, ed essendo il fratellino, veramente un maschietto, di nascosto, ruba dal presepio Gesù Bambino per portarlo a casa sua, per fargli conoscere il fratellino, (cui darà il nome di Natale) in tutta una serie di simpatiche avventure che fanno, di questo dramma, un altrettanto divertente ed emozionante spettacolo, sia per grandi che per bambini. (FOTO 13)
           – Lo spettacolo dopo un mese di rappresentazioni al Teatro dei Dioscuri al Quirinale, a Roma, per il Natale, con la regia di Lucio Chiavarelli, avrà anche un’edizione televisiva dalla sede Rai-TV di Napoli, con una bravissima bimba, Paola del Bosco, ed una altrettanto brava compagna di giochi, Rita De Filippi, sua partner nella simpatica avventura, con, nel cast la prestigiosa partecipazione straordinaria della “burbera, ma benefica”, Madre Superiora, interpretata dall’attrice Laura Carli.

ANNO 1962 – Riduzione televisiva sempre per la TV Italiana, con la regia di Anton Giulio Maiano, del famoso testo napoletano “La Cantata dei Pastori”, trasmesso dalla sede RAI-TV di Napoli, in occasione del Natale – in quello stesso anno “Marcellino Pane e Vino” viene trasmesso in tre puntate per Radiofonia dalla Compagnia di Prosa della Sede RAI di Torino.
           – Ancora in quell'anno 1962 e nei successivi, Don Lavagna viene pure incaricato di sovrintendere al servizio radiofonico, per i 2000 Padri Conciliari, nella Basilica di San Pietro, che per vari anni discuteranno nel Concilio Vaticani II – con l ‘ impegno di aprire ogni giorno, personalmente le sedute Conciliari, con l'annuncio di chi avrebbe celebrato la Santa Messa. (FOTO 14)
           - Ed a proposito del Concilio, “ad perpetuam rei memoriam” Lavagna desidera ricordare due episodi simpatici, anche per serbare memoria di un bravissimo Segretario del Concilio, l’allora Monsignor Pericle Felici (poi Cardinale) cui il Lavagna chiedendo un giorno: “Ma quanto parlano questi Padri Conciliari!” – ricevendo questa risposta dal Monsignore: “Caro Don Lavagna, bisogna capirli…sono duemila che aspettavano di poter parlare!”. E ancora per dire dell’affabilità e abilità, del modo di condurre il Concilio del Monsignore – un giorno che per una breve pausa i Conciliari si recavano a fare un piccolo break in un salone vicino – dato, quel giorno, il ritardo nel rientro – il Monsignore: “Don Lavagna, dammi il microfono” - e con tono un pò sarcastico in un buon latino (in cui egli era maestro): “Velint Patres, sollicite redire in Aulam, qui sunt in corbona…ad bibendum!?”.
(FOTO 15)

ANNO 1963 – Ricordando la RAI-TV, forse, del successo dei documentari su Giotto di Lavagna, questi viene incaricato, in occasione della Pasqua, del documentario “La Passione secondo Duccio di Boninsegna”, dalla Maestà di Siena, sempre con la solita tecnica usata per Giotto, con il “video” dalle pitture da Duccio e commento “audio” dalle laudi sacre del ‘300.
           – Sempre in quell’anno, composizione e “prima” rappresentazione (dopo il successo di “Marcellino pane e vino” e per cambiare registro) composizione da parte di Lavagna di un dramma “Mio Fratello Negro, sempre al Ridotto del Teatro Eliseo di Roma: opera invitata, al I° Festival Internazionale della Biennale di Venezia per il Teatro per i Ragazzi, e, successivamente, al Festival del Teatro delle Nazioni di Parigi, a rappresentare l’Italia (ancora nella Sezione del Teatro per i Ragazzi). (FOTO 16)
           - "Mio fratello Negro" (dato l'intreccio del tema dell'integrazione razziale con quello della
donazione del sangue) sarà propagandato dall'AVIS (Associazione Volontari Italiani del Sangue). E sarà bene ricordare che, a dare il via, alla prima assegnazione di una sovvenzione per il Teatro per i Ragazzi, da parte dell’allora Ministero del Turismo e Spettacolo, fu l’occasione di un curioso appuntamento avuto dal Lavagna, da parte di un illustre, già da allora, Onorevole Ministro, Giulio Andreotti, che fissò un appuntamento in un giorno abbastanza inconsueto, il 14 agosto, vigilia di Ferragosto, alle ore 18! Appuntamento nel quale Lavagna, con il suo solito entusiasmo comunicativo, illustrava l’opportunità, da parte del Ministero competente, (come già faceva per il Festival del Cinema per i Ragazzi, alla Biennale di Venezia ) di far sì, che anche il Teatro per i Ragazzi avesse un suo spazio alla Biennale, con un abbinamento dei due Festival: uno per il Cinema ed un altro per il Teatro.
           - Ad un certo punto dell’appuntamento l’Onorevole Andreotti, con il solito suo sorriso ammiccante: “Ma, caro don Lavagna, guardi che non mi deve convincere, perché già in passato, mi avevano parlato del suo teatro, i miei ragazzi, che erano venuti ad un suo spettacolo, e la sera stessa, a cena, mi fecero “una capa tanta, e tosta” su quanto avevano visto, per cui sono convintissimo di quanto mi dice - anzi, aspetti, faccio una telefonata per vedere se riesco a raggiungere il dottor De Biase, che adesso è Direttore al Ministero del Turismo e Spettacolo, e fu già mio collaboratore, quando ero Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il cui settore dello spettacolo era, allora, nella competenza della Presidenza con De Gasperi! Non è da dire come rimase di stucco, il Lavagna, assistendo alla telefonata che, la vigilia di Ferragosto, riusciva a rintracciare il dottor De Biase, che stava, a quell’ora, al tramonto, sulla spiaggia di Formia! In breve, la telefonata funzionò (qualche volta una raccomandazione può servire per qualcosa di buono!) e nei giorni seguenti partì, per direttissima, la “prima” sovvenzione ufficiale, per un Festival del Teatro dei Ragazzi alla Biennale di Venezia, dove si ebbe la fortuna di trovare la porta aperta da parte dell’allora Direttore della Biennale per il Teatro, Vladimiro Dorigo, che, ricevuta l’assicurazione di una sovvenzione speciale, abbinò i due Festival :Cinema e Teatro, nella Sezione speciale dedicata ai Ragazzi. Anche se questa Sezione durò pochi anni, per le note vicende veneziane contestatrici del ’68!. Il tutto ricordato, sempre, per dire come sono nate le prime sovvenzioni, e come fu aperto, in Italia, il primo rubinetto (!) ed il primo discorso per il Teatro dei Ragazzi, anche se, dopo la fine ingloriosa dei due Festival per Ragazzi di Venezia – il Cinema dei Ragazzi troverà spazio nel Festival di Gifuni – ed il Teatro per i Ragazzi, fortunatamente, troverà un suo posto: presso l’ATIG (Associazione Teatro Infanzia Gioventù) associazione di cui si parlerà più distesamente nell’Anno 1982 – come pure uno spazio, sia pure con altre formule, e sotto altre voci, sia presso l’Agis (Associazione Generale Italiana Spettacolo) – come pure considerazione, in seguito, in una Sezione Speciale dell’ETI (Ente Teatrale Italiano) con varie manifestazioni sia in Italia che all’Estero, e con l’istituzione del “Premio Stregatto” - premio specificatamente dedicato al settore del Teatro che si dedica ai Ragazzi. E poi, in seguito un po’ dappertutto animato (anche se non come all’estero) vuoi dalle Regioni, dalle Province e Comuni.

ANNO 1964 - In scena al Teatro dei Servi di Roma la “prima” di “Frontiere Fiorite”, altro dramma teatrale, sempre di Lavagna, favola moderna sulla guerra e sulla pace, ancora con gli stessi at-tori della Compagnia, diretta dal bravissimo organizzatore amico Mario Bucciarelli) sempre al Ridotto del Teatro Eliseo di Roma – con un rinnovato successo ed iI prestigioso consecutivo invito, una seconda volta, a partecipare al Festival Internazionale della Biennale di Venezia, sempre nella Sezione Teatro per i Ragazzi. (FOTO 17)
           - Ancora nel 1964, trasmissione in lingua tedesca di “Marcellino Pane e Vino”, mandato in onda dalla Bayrische Rundfunk di Monaco di Baviera.
           - Sempre nel 1964, incarico a Lavagna di scrivere in italiano, sulle musiche del Maestro
Alberico Vitalini (Direttore dei servizi Musicali della Radio Vaticana) i testi per i Canti della Santa Messa Domenicale della Radio Vaticana in collegamento RAI: il tutto in ossequio alle nuove direttive del Concilio Vaticano II per l’inserimento ufficiale della lingua italiana nella liturgia.
           - Dato il ricordo precedente del Concilio Vaticano II (anno 1962) sarà interessante a proposito di Lavagna, che, proprio per essere il responsabile dei microfoni, cui dovevano a turno fare i loro interventi i già menzionati quasi 2000 Vescovi, nella Basilica Vaticana, (trasformata in una immensa Aula Conciliare) - Lavagna veniva a contatto anche con i vari componenti le Commissioni Conciliari, e, tra queste, Lavagna anche con quelli della Commissione delle Comunicazioni Sociali, nella quale si profilava il fatto: di chi, sottovalutando il teatro, sosteneva, a spada tratta, che il futuro sarebbe stato, nelle comunicazioni, solo dei “media” (Cinema, Radio, TV) – anche se c’era chi sosteneva l’importanza del teatro, dello spettacolo dal vivo, quello che “comunica” direttamente il suo messaggio da attore a spettatore. Ora, preoccupato di questa piega nella divergenza, Lavagna, pur essendo dal “di fuori”, si dava da fare e si confidava con uno di quelli che sostenevano il valore del teatro, esattamente Mons. Spada, Direttore del quotidiano: “L’Eco di Bergamo” (guarda caso, proprio uno che, anche nel nome, Spada, era battagliero!) - il quale, un giorno, in via confidenziale, tutto giubilante: “Caro Don Lavagna, sta tranquillo, abbiamo vinto la battaglia sul teatro; non ti possa anticipare nulla, ma sarai contento, quando sentirai la promulgazione del Decreto sulle Comunicazioni Sociali!”. E difatti, come dire la gioia del Don che porgeva il microfono al Relatore che leggeva il Decreto sulla Comunicazioni Sociali, alla chiusura del Concilio Vaticano II - Decreto in cui, sul teatro, fu pronunciata la stupenda frase: ”Nobilis et prisca ars scaenica!
           - Frase dove, con l’aggettivo “nobilis”, è più che evidenziata l’eccellenza del teatro su tutti gli altri mezzi di comunicazione, pur essi necessari a completare il quadro dei mezzi per “comunicare”, mentre il teatro è la nobiltà dello spettacolo – “il super” – oltretutto perché “immediato”, cioè non come Cinema, Radio, TV, “mediati” dal mezzo tecnico – il teatro arrivando direttamente al cuore, all’anima dello spettatore! E anche nell’aggettivo “prisca”, detto dell’arte scenica, c’è tutto un programma, una indicazione ben precisa: per dire che il teatro è stato il “primo” dei mezzi di comunicazione umana, e , come tale, rimane, e rimarrà sempre, il principale mezzo audiovisivo diretto, senza intermediazioni tecniche; sottolineando anche il fatto che è stato, il teatro, in ogni epoca, sempre annoverato tra “primi” testi linguistici di ogni letteratura! Anche se si dovrà tenere in massima considerazione anche gli altri mezzi di comunicazione “mediati” e “medianti”, come il cinema, la radio, la televisione, e tutte quelle altre tecniche moderne, sia audio che video, come i VHS, i CD, DVD, e tutti i futuribili Digitali che la tecnica saprà inventare, per riproporre, per poterci far rivivere spettacoli del passato - perché non sempre, e dappertutto, si potrà avere la possibilità di poter presentare “dal vivo” gli spettacoli – per cui le mediazioni ben vengano, senza che, in nessun modo, si debba trascurare il teatro, la relazione diretta, da attore a spettatore che tocca dentro – citando (anche a costo di essere ripetitivo…ma “repetita iuvant!) – recitando dall’Anno l956 l’episodio della vecchietta che chiede, dopo lo spettacolo dei “Fioretti di Santo Francesco” la benedizione da parte dell’attore interprete del Santo! E come non recitare (dall’Anno l958) quell’altro episodio del bambino, alla conclusione della rappresentazione del “Marcellino pane e vino”, bambino che chiede alla mamma di poter andare lui, a parlare con Gesù nella soffitta. E sempre nell’Anno 1958, l’emozione destata dal fatto che Papa Giovanni XXIII, che, dopo aver sentito la scena del piccolo Marcellino pane e vino teatrale, che colloquia con Gesù Crocifisso, porge al piccolo Marcellino, e fa baciare, il Crocifisso della sua Croce pettorale!
           - E si chiede scusa, per queste interpolazioni, tra i tanti ricordi di Don Lavagna, tutti a comprovare l'importanza e la validità del teatro, oltreché come fatto culturale ed artistico, anche come messaggio di “propaganda fidei”! Riprendendo, “ad abundantiam”, la spesso citata, da Lavagna, frase di Pirandello: “Il teatro è propaganda – ognuno fa la sua – basta saperla fare!”. Per cui, se proprio Pirandello non ha esitato, a quarant’anni, di lasciar di scrivere le sue novelle ed i suoi romanzi per darsi al teatro, per fare (diciamo così) la propaganda alla sua filosofia, e il bravissimo giullare Dario Fo alla sua sinistrorsa politica – viene da domandarsi: come mai il mondo cattolico non fa la sua “propaganda”…si capisce, “sapendola fare”, come così bene e tranquillamente, e con tanto impegno, la fanno gli altri!?

ANNO 1965 – Sempre seguendo il filone del Teatro per i Ragazzi - realizzazione della sceneggiatura drammatica dal “Cuore”, di Edmondo De Amicis, ma non dal testo, forse in qualche punto un po’ mieloso, ma soltanto dai racconti mensili, su suggerimento di alcuni insegnanti, dopo il successo di “Marcellino Pane e Vino” – “Mio Fratello Negro” – e “Frontiere Fiorite”. L’opera incontrò subito l’entusiasmo dei ragazzi, a tal punto che un critico scriverà: “Ai ragazzi dell’era atomica piace ancora il “Cuore” di De Amicis”. E per descrivere e documentare la partecipazione viva dei ragazzi, è interessante riferire un episodio, che si rinnovava sempre, alla rappresentazione di “Tamburino Sardo”: quando, con una trovata registica, l’interprete veniva fatto calare, dal palcoscenico in platea, per portare idealmente il biglietto del Capitano agli Avamposti, (dato che i soldati italiani erano assediati) e Tamburino attraversava, volutamente, il canale centrale del teatro, e, allo sparo di una fucilata, cadeva simbolicamente, come fosse veramente colpito e ferito! Ogni volta, diventava istintivo, da parte dei ragazzi in platea, seduti lungo il corridoio, di alzarsi ad aiutare e sorreggere il Tamburino, come se fosse realmente ferito: “Forza, dài, che ti aiutiamo noi!”. Questa la forza, la suggestione del teatro, che ti fa sempre rivivere, come vera, la finzione scenica! (FOTO 18)
           - Gli spettacoli di “Cuore” – con i 4 episodi: “Piccolo Patriota Padovano” – “Piccola Vedetta Lombarda” – “Sangue Romagnolo” – “Tamburino Sardo” – dopo il successo al Ridotto dell’Eliseo, avranno ben tre Compagnie a programmarli, oltre quella del Ridotto diretta dal già Mario Bucciarelli: il Carro di Tespi, animato da Guglielmo Viti in tournèe per l’Italia, e la Compagnia piemontese-lombarda di Mario Ruta. E le tre Compagnie raggiungeranno, proprio in quell’ anno, la cifra record di 209 repliche, con 115.000 presenze – traguardo mai raggiunto, fino allora, da nessuna compagnia teatrale – basterà ricordare, per fare un paragone: che proprio in quell’anno 1965, Pirandello raggiungeva (dati Agis alla mano) con la famosa Compagnia dei Giovani, per lo spettacolo di “Ma non è una cosa seria”, raggiungeva la quota di 136 repliche (in paragone di “Cuore” con 209!) e con 89.000 presenze, mentre per Cuore si arriverà a quota spettatori di 115.000 presenze! E queste cifre dicono bene, non solo l’entusiasmo dei ragazzi, ma anche il gradimento dei Genitori e degli Insegnanti, se gli spettacoli insegnano veramente qualche cosa di buono e valido!!
           - Con la soddisfazione per Lavagna, ad una rappresentazione di “Cuore” sempre al Ridotto del Teatro Eliseo, tra gli spettatori adulti e bambini, aver la sorpresa e la gioia di notare il regista Comencini…e, qualche tempo dopo, vedere il “Cuore” realizzato da lui, in televisione!

ANNO 1966 – Seguirà l’anno successivo, sempre da “Cuore”, a richiesta soprattutto delle Scuole, la riduzione di Lavagna “Dagli Appennini alle Ande”, che viene presentata al Teatro dei Servi di Roma, per tutto un anno di rappresentazioni, come spettacolo a se stante, completo, data la lunghezza del racconto di De Amicis – spettacolo in cui non mancano emozioni che toccano il “cuore” non solo delle mamme, ma anche dei ragazzi, in quanto “Dagli Appennini alle Ande” è la ricerca spasmodica della madre, toccando un sentimento universale, per cui questo soggetto con la ricerca della “mamma terrena”, a costo di attraversare l’Oceano Atlantico e percorrere tutta l’Argentina, è quasi in sintonia con il soggetto di “Marcellino Pane e Vino”, proprio per la continua ricerca della madre, che, invece, Marcellino cerca in cielo – madre dalla quale non si può spezzare mai, in nessuno, il cordone ombelicale!
           - Sempre nel 1966 “Mio Fratello Negro” (si veda l’anno 1963) viene registrato per la TV, e va in onda sulla prima Rete Nazionale della Rai, con il massimo indice di gradimento tra le trasmissioni pomeridiane dedicate ai ragazzi, e con un significativo indice di ascolto: “76”. Lo stesso indice raggiunto dai famosi “Piccoli” di Podrecca e da “Disneyland”, il che rappresentava, veramente, un risultato eccezionale per un teatro rivolto ai ragazzi, e sopra tutto impegnato sul piano sociale e umano. Con un episodio toccante: alle fine di uno spettacolo di “Mio fratello negro” (spettacolo organizzato dal Gruppo Donatori del Sangue di una Banca Romana) spettacolo, in cui, alla fine, il figlio di un donatore (avrà avuto dieci anni) il ragazzo così si esprimeva con il padre: “Papà, meno male che, sul palcoscenico, hanno trovato chi donasse il sangue al piccolo negretto ferito., però, se occorreva, ci saresti andato tu, sul palco, a donare il tuo sangue, no?!” Che è un bel risultato sul piano morale ed educativo e formativo, e dimostrativo (ancora una volta) dei valori umani, sociali, educativi, formativi di cui è portatore il teatro!.
           - Con una notazione triste: che, nonostante l’alto indice di gradimento, ed il significato umano, culturale e sociale del testo, più che attuale, anche oggi ( e, vien da dire, sopratutto oggi, per la donazione del sangue, tema della commedia di “Mio fratello negro”) ebbene, non si è mai riusciti a farne programmare una replica! Certo, molto meglio che vedere alle televisioni tanti cartoni animati insulsi, e che, magari, avessero un centesimo della professionalità delle produzioni disneyane! Cartoni vere e proprie deformazioni, prive di ogni minimo buon senso, in un tempo in cui tanto si conclama di fare TV educativa per i ragazzi, soprattutto nei pomeriggi a loro dedicati, trasmissioni dove è assente qualunque messaggio formativo e pedagogicamente e umanamente istruttivo!

ANNO 1967 – Tournée di “Cuore” in Svizzera ( Lugano, Locarno, Bellinzona, Zurigo ) e in Belgio e Lussemburgo, con rappresentazioni per le Comunità Italiane dei Lavoratori in quei paesi. Gli spettacoli sono patrocinati attraverso le Ambasciate ed i Consolati.
           - E’ in questi anni che si realizza anche la stampa dei testi per il “Teatro per Ragazzi” di Lavagna, da parte della Casa Editrice “Massimo” di Milano. Testi che uniranno, nel primo volume: “Marcellino, Pane e Vino” e “Mio Fratello Negro” (volume esaurito e i testi solo reperibili per ora solo presso l’autore Lavagna fino ad esaurimento delle scorte) – mentre nel secondo volume sono stampati e compresi: “Piccolo Amico” e “Frontiere Fiorite”. (FOTO 19)
           - Mentre per “Cuore” e per “Pinocchio” (di cui si tratterà in prosieguo) Lavagna realizza
dei volumi singoli, data la lunghezza delle due drammatizzazioni. Per “Cuore”, sceneggiando: i 9 Racconti Mensili – sempre vivi e persino attuali – come: “Piccolo Patriota Padovano” (breve storia sull’ emigrazione) – “L’infermiere di Tata” (per capire cosa sia il malato) – “Sangue Romagnolo” (con quello che avviene oggi in materia di ladri e di gente senza scrupoli, pronti a uccidere anche, se scoperti...basta leggere i giornali di questo nuovo Terzo Millennio!) - Per “Pinocchio”, invece, Lavagna sceneggia tutti quanti i trentasei Capitoli del testo di Collodi - siamo sempre in anticipo di parecchie decine di anni, nei riguardi del boom scoppiato su Pinocchio negli anni 2000! – Da questo testo di Pinocchio Lavagna realizza una riduzione per il teatro, che diventerà un musical, con le musiche e le canzoni del M° Alberico Vitalini, e di cui si dirà meglio (anno 1971) con un prestigioso intervento da parte di colui che diventerà Papa Luciani! Testi di “Cuore” e di “Pinocchio” che messi sul Sito di Lavagna – potranno essere richiesti – come pure trovabili presso le Biblioteche di cui si fa cenno alla fine di questo Curriculum (FOTO 20)
           - C’è da dire che queste sceneggiature sono state, inoltre, oltreché stampate per essere utilizzate come riduzioni drammatiche, da cui scegliere episodi che possano interessare per uno spettacolo, sia da parte di Compagnie Professionali che Amatoriali per i ragazzi – ma sceneggiature utili anche come letture drammatiche e scolastiche nelle classi, in sostituzione della lettura solipsistica abituale, avendo anche la possibilità di una recitazione corale, coinvolgente tutta la classe, con turni interpretativi. Sono testi che potrebbero servire anche per recite didattiche finali, sfruttando chi, magari negato alla recitazione, è bravo in disegno, chi magari ha dei registratori per la fonia, impegnando qualcun altro a fare il “lucifero” (colui che crea le luci). Con la conseguenza anche di cointeressare i genitori nell’allestimento di queste esercitazioni.
           – Spettacoli e letture drammatiche come esercitazioni nelle classi, che risulteranno anche interessanti, divertenti, movimentanti - il ragazzo è nato per il teatro - e saranno pure di grande aiuto per la formazione psicologica degli alunni; per cui, essi stessi, dovendo immedesimarsi nei personaggi, impareranno a conoscere: e se stessi e gli altri, nel “botta e risposta” del dialogo, per sgropparsi e vivacizzare la propria personalità e scioltezza anche nell’esprimersi – dialogo che è alla base, in fondo, per conoscere e amare, il teatro.
           - Lo stesso editore “Massimo” di Milano pubblicherà, in seguito, altri volumi; con i testi di altre opere di Lavagna, in un solo volume:: “I Fioretti di San Francesco” e “La Leggenda di Caterina da Siena” – “Davide Re” e “Giuditta e Oloferne” (quest’ultimo dramma mai rappresentato) - e la serie dei vari drammi sacri che Lavagna ha realizzato nel tempo: “Il Pianto della Madonna” di Jacopone da Todi - “Il Miracolo del Corporale” di Anonimo Orvietano e “Il Gran Teatro del mondo” del Mondo” (FOTO 21)
– Mentre sono in fase di preparazione in CD tutti i radio – drammi di Lavagna ( anni 1950) ma rivisti e adattati come veri e propri atti unici: “Vetri Infranti” – “Perpetua e il Giovane Curato” – “Fedele” - “Scherza con i fanti…” (quest’ultimo inedito, e mai trasmesso come radiodramma).
           - A questi si aggiungeranno le pubblicazioni sempre in CD delle riduzioni teatrali: “Er Vangelo seconno noantri” di Bartolomeo Rossetti, e la drammatizzazione de “I Ragazzi della Via Pal” di Ferenc Molnar. Senza dimenticare anche di pubblicare e far conoscere una curiosa scoperta di Lavagna, dall’abbozzo di un atto unico di Giacomo Leopardi, tratto dalle “Carte Inedite Napoletane”; atto pieno di eccetera, indice che era un appunto da correggere...e con qualche svarione: come l’esclamazione di un senatore romano: “Per Dio”, che, adeguatamente ai tempi avrebbe dovuto essere un: “Per Giove”, cosa che Leopardi, indubbiamente rivedendo l’abbozzo, avrebbe corretto! Una bozzetto teatrale comunque che lascia sbalorditi: sia per la dialogazione modernissima, sia per la drammaticità e attualità della trama, che mette in evidenza, e alla berlina, il camaleontismo dei politici di tutt’i tempi!
           - Sempre nel l967, viene completata la stesura di due drammatizzazioni (che anch’esse
saranno messe su CD, cliccabile sul Sito Lavagna: Martin Luther King e Monsignor Romero - i due campioni dei diritti umani: sia in U.S.A. per i negri, che nel San Salvador per i Salvadoregni. Drammatizzazioni che, tra l’altro, potrebbero benissimo essere recitate come letture a leggio, tanta è la forza e l’intensità drammatica della vita di questi due eroi e martiri dell’era moderna. Si capisce, supplendo alla scena, con un apporto luministico sui vari leggii dove l’azione drammatica viene recitata – aggiungendo stacchi musicali appropriati, senza dimenticare una opportuna rumoristica.
           - Da ricordare (anch’esso messo su CD) il dramma: “Assassinio nel Lagher” sempre di
Lavagna, sulla vita di Padre Massimiliano Kolbe (oggi santo) il famoso frate francescano che si offrirà alla decimazione del furore tedesco, al posto di un padre di famiglia, “nel campo” di concentramento. – Mentre sarà presto anche su CD una drammatizzazione su Don Orione ed un su Don Guanella.

ANNO 1968 - Gian Carlo Menotti (conosciuto da Lavagna negli anni ‘50 alla Scala di Milano) essendo a conoscenza da lungo tempo di un brano francescano “La predica agli Uccelli, (di cui si è fatto già cenno (anno 1952) “Predica agli Uccelli” che Lavagna gli aveva dato da musicare – e saputo del successo di una drammatizzazione completa sui “Fioretti di Santo Francesco (diventato Duca di Spoleto) volle da Lavagna lo spettacolo sui “Fioretti” per il Festival dei Due Mondi di Spoleto, come omaggio all’Umbria francescana, dove Spoleto ha il suo “ubinam” - “Fioretti” rappresentati nel Chiostro di San Nicolò, nello stesso posto in cui, l’anno prima, era andato in scena il famoso musical americano “Black Nativity” e l’anno seguente seguirà l’Orlando Furioso di Luca Ronconi – con un particolare che, alla fine dello spettacolo, Menotti fece l’invito a tutto il cast: attori, regista, tecnici, per un invito a cena: “Invito anche, mi raccomando, al bravissimo interprete cane-poliziotto, nel personaggio del “Lupo d’Aggobbio! – una invenzione di Lavagna, che ebbe strepitosa accoglienza, anche se nessun sapeva che accanto al cane, sulla scena, c’era il suo bravissimo poliziotto Istruttore, per l’occasione vestito in scena da frate francescano ”! La regia stupendamente realizzata da Sergio Bargone, anche per le altre riprese nelle successive tournée in Italia (FOTO 22 AFOTO 22 B)
           - Lo spettacolo dei Fioretti, subito dopo Spoleto, viene portato a Roma, sullo spiazzo di
di San Pietro in Montorio, dove la rappresentazione resisté per un mese, con lo stesso successo spoletino, e diciamo pure dovuto anche, oltre alla bravura degli attori, con quell’ indimenticabile presentatore Antonio Crast, uno stupendo Papa Carlo Tamberlani, e un San Francesco di grande intensità Romano Malaspina, (purtroppo finito al doppiaggio) ed una meravigliosa Santa Chiara, interpretata da Brunella Bovo, l‘indimenticabile attrice in “Miracolo a Milano” di Vittorio De Sica – non dimenticando un simpatico Frate francescano brontolone, Loris Gizzi, dalle notazioni umoristiche, che, accanto alla intensità drammatica dello spirito di Francesco, creava delle pause e dei momenti di sapida umanità! Ricordando sempre anche la partecipazione, nel Fioretto del “Lupo d'Aggobbio”, lo stupendo cane pastore della Squadra Cinofila della Polizia di Nettuno, gentilmente concesso, che entusiasmava il pubblico, che (come detto dianzi) però non sapeva che, accanto a San Francesco, c'era l'Istruttore del cane pastore, che, vestito da frate, comandava in tedesco il cane, facendolo abbaiare, e poi, pentito, avvicinarsi giulivo per farsi stringere la zampa dal Santo, addirittura alla fine con un abbraccio! (FOTO 22 C)
           - Con un episodio abbastanza simpatico: che una sera era venuto a vedere lo spettacolo, invitato dagli amici attori, un prestigioso, allora, attore soprattutto di cinema, Fosco Giachetti, che, ritornò la sera successiva a rivedere lo spettacolo dei Fioretti – e che, andato a salutare gli attori per la seconda volta – ad un attore amico che si compiaceva della visita: ”Ti siamo piaciuti, eh, che sei tornato?!” . Il Giachetti: ”Sì, sono tornato anche per voi, ma soprattutto per veder recitare così bene, il cane pastore nella parte del “Lupo d'Aggobbio”!

ANNO 1969 – Lavagna, dopo quella di Luciano Folgore (un po’ melodrammatica!) effettua una nuova traduzione dallo spagnolo de “Il Gran Teatro del Mondo” di Calderon de la Barca” dopo la realizzazione del 1950, a Savona, al Teatro Chiabrera - traduzione portato in scena dalla Compagnia Spettacoli Sacri, in Roma, a Villa Celimontana con la regia di Andrea Camilleri (FOTO 23)
           - Spettacolo poi portato in tournée estiva per l’Italia, sempre con la regia di Camillleri.
Per dare un’idea del successo e della tournée, basterà menzionare le piazze: Albisola (Villa Faraggiana) – Massa Marittima (piazza della Cattedrale) - Porto Venere – (Spiazzo S. Pietro) – Novara (Cortile del Broletto) – Bergamo Alta (Piazza Vecchia) – Gardone Riviera (Teatro del Vittoriale di D’Annunzio) - Mantova (Piazza del Municipio) - Venezia (Isola Torcello) - (FOTO 23 A)
           – Proseguendo la tournée poi l’anno seguente per Bologna (Teatro Massimo) – Assisi
( Piazza Cattedrale S. Rufino) – Matera (Piazza del Comune) Salerno (Atrio della Cattedrale) – Roma (Cortile del Laterano) – con la ripresa RAI-TV per il Natale, e così giudicata dal critico Gino Tani del Messaggero: “La calderoniana festa scenica, alla televisione, è servita come religiosa meditazione all’imminente Natale”. Questo a dimostrazione che “Arte e Fede” possono andare perfettamente d’accordo, per presentare, e propagandare, a teatro, temi religiosi - e questo detto sino alla noia soprattutto per chi vorrà capire in campo cattolico ed ecclesiastico! – Tanto per citare un po’, ogni tanto, di latino: “intelligenti pauca” – che, per chi non sapesse il latino vuol dire “a buon intenditor” poche parole, soprattutto dirette, a chi non capisce per deficienza intellettuale - o non vuol capire, si ripete, in campo cattolico, in basso, ed in alto! - non vuol saperne (perché il teatro costa fatica!) quanta è l’importanza del teatro, dello spettacolo “dal vivo”, sempre più emozionante, più incisivo del pur rispettabilissimo cinema, e delle (per la verità!) un po’ meno rispettabili Televisioni (sia pubbliche, che private!) che hanno dato l’ostracismo al teatro, a quel fatto universalmente giudicato: di essere uno dei mezzi più utili alla formazione umana e sociale, e culturale…anche nel caso che pur il teatro venga presentato come spettacolo televisivo!
           - E qui si vorrebbe riportare, sempre sul teatro, un giudizio sincero, e recepito attraverso un sondaggio, fatto da Lavagna, durante gli spettacoli per i ragazzi. La domanda era: “Uno spettacolo, ti piace di più: al cinema, alla TV, o a teatro?” - In sintesi, le risposte: “Al cinema, sì, è bello…ci sono film validi anche artisticamente, ma quegli attori…sempre come fantasmi…sul lenzuolo!” – “Alla TV?” - “Beh...meglio che niente…ma gli attori sempre su quel fazzoletto!” – “E…il teatro?” - “Il teatro? Quello è un’altra cosa! Lì, gli attori, li senti dal vivo, li vedi in carne ed ossa!”. E non c’è bisogno di aggiungere altro!!


Don Lavagna comunica che, oltre alla consultazione del presente SIto, chi volesse approfondire la sua conoscenza potrà consultare una serie di dossier cartacei (scritti, foto) presso i seguenti indirizzi:

- Biblioteca Comunale, Via Monturbano, 14 – 17100 - Savona tel: 019/8310393 - fax: 019/8310716

- Biblioteca del Burcardo della SIAE – Via del Sudario, 44 – 00186 – Roma tel: 06/681971 - fax: 06/68194727

- Biblioteca Radio Vaticana - Piazza Pia 3 - 00193 ROMA - tel: 06/698/83551/4365 - fax: 06/6988384 - SEDOC@Vaticaradio.VA


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