Raffaello Lavagna - Sacerdote - nato a Savona 22/10/1918 - Drammaturgo - Librettista lirico
Autore di testi per canzoni e melodie sacre - Giornalista della Radio Vaticana e animatore di spettacoli teatrali.



Don Lavagna comunica che, oltre alla consultazione del presente SIto, chi volesse approfondire la sua conoscenza potrà consultare una serie di dossier cartacei (scritti, foto) presso i seguenti indirizzi:

- Biblioteca Comunale, Via Monturbano, 14 – 17100 - Savona tel: 019/8310393 - fax: 019/8310716

- Biblioteca del Burcardo della SIAE – Via del Sudario, 44 – 00186 – Roma tel: 06/681971 - fax: 06/68194727

- Biblioteca Radio Vaticana - Piazza Pia 3 - 00193 ROMA - tel: 06/698/83551/4365 - fax: 06/6988384 - SEDOC@Vaticaradio.VA


Anni 1918- 1949 Anni 1950- 1959 Anni 1960- 1969 Anni 1970- 1979
Anni 1980- 1989 Anni 1990- 1999 Anni 2000- 2009 Anni 2010- 2011


ANNO 1980 – Lavagna propone, per il Centenario di Caterina da Siena, col patrocinio del Comitato Nazionale Cateriniano, un suo vecchio testo (di cui s’è già detto nell’anno 1950): “La Leggenda di Caterina da Siena”, ispirato e mutuato dalle sue lettere. La “prima” dello spettacolo fu presentata nella Basilica di Santa Sabina, dove ha sede la Curia Generalizia dei Padri Domenicani. In seguito, sempre a cura della Compagnia Spettacoli Classici, diretta sempre da Mario Bucciarelli, si effettuò una tournée nazionale, con l’immancabile presenza a Siena. (FOTO 33 A33 B33 C - FOTO 33 D).
           - Lo spettacolo di chiusura sarà presentato nel Palazzo Pontificio di Castelgandolfo alla presenza di Papa Giovanni Paolo II (FOTO 33 E) il quale si compiacque (alla fine dello spettacolo) con l’attrice, interprete di Santa Caterina (FOTO 33 G): “Brava, lei, che riuscì a convincere il Papa mio collega di allora, a tornare a Roma!” – Con altrettanta compiacenza con l’attore, Andrea Bosic (FOTO 33 F) interprete del Papa di Avignone, rinnovandogli l’appellativo di “collega”, e complimentandosi perché aveva ascoltato le esortazioni della “nostra” Santa Caterina! Chiosando pure: “Eh, Lei, però, aveva un pò di ragione per voler restare ad Avignone! (al che tra i presenti, ci fu un momento di sorpresa!) – ma subito sfumata, con la solita battuta sorridente e sapida d’ umorismo del Santo Padre: “Eh, sì, a causa di quel bellissimo Palazzo dei Papi...e anche per le insistenza da parte dei Dignitari Pontifici del tempo! Però, a proposito di Palazzi Pontifici, dica la verità, i Palazzi Papali Romani...sono un’altra cosa, no?” - E non ci mancò un bell’applauso da parte di tutti: Attori e Dignitari Pontifici compresi /pur loro chiamati in causa ! Compiacendosi, poi, alla fine anche con l’autore Lavagna, “collega” dell’autore teatrale, “temporibus illis”, Karol Wojtila! (FOTO 33 H)
           - Dopo i successi ottenuti dal musical “Pinocchio” a Sofia (1979), la Compagnia Nazionale della Gioventù Bulgara studia, a Sofia, lo spettacolo in lingua italiana, e lo presenta a Roma, al Teatro Tenda a Strisce, e al Teatro dell’Arte, nel Parco di Milano.

ANNO 1981 – “Pinocchio”, sempre nella forma del musical, viene presentato a Belgrado, dove l’autore Lavagna assiste, invitato, alla “prima” dello spettacolo al Teatro Nazionale Bosko Buha, e viene fatto accomodare in poltrona di prima fila, dove, poco dopo viene a sedersi, niente po’ po’ di meno, che il Maresciallo Tito, il quale, per altro, non mancava mai alla “prima” degli spettacoli per ragazzi – e spiegava il Direttore del Teatro: “Perché così tutta la stampa, le Radio e la TV, facevano notare questo amore del Presidente Tito per i ragazzi, cosa che colpiva in tutta la nazione i genitori! - (Proprio…sarebbe da sottolineare…come avviene in Italia !?). E, da questo comportamento, Lavagna capirà l’intelligenza politica di Tito, ed il suo saperci fare, sia in materia di promozione della sua immagine come anche il riuscire con tatto e diplomazia a tenere insieme: Croati, sloveni, Servi, Montenegrini, Kossovari!! Difatti, mancato il carisma di Tito, tutta la Jugoslavia sarà quello sfacelo, cui abbiamo poi assistito in tutti questi scorsi anni!
           – Sul piano realizzativo, anche l’edizione di Belgrado portava il marchio d’impronta del- l’essere: Pinocchio il “fratello di legno” di Arlecchino e Rosaura, personaggio della Commedia dell’Arte! Sempre con le canzoni e le musiche del M° Vitalini, che combaciavano perfettamente con la formula del teatro all’italiana, che piace tanto all’estero!(FOTO 34 – 34 A)

ANNO 1982 - Il Teatro Nazionale per i Ragazzi di Bucarest porta lo spettacolo musical rumeno di “Pinocchio” in italiano, per la seconda volta in Italia, invitato al Convegno per il Teatro dei Ragazzi in svolgimento a Padova, organizzato dall’ATIG (Associazione Teatro Infanzia Gioventù) - membro dell’ASSITEJ (Association International Théatre Enfance Jeunesse). Dopo Padova la Compagnia Romena avrà anche un invito per Ferrara e Verona. Degno di menzione il fatto che il Convegno ebbe fortuna grazie all’intraprendente e lungimirante Luciano Castellani, tanto da poter dire che Padova abbia sostituito, in seguito, il Festival della Biennale di Venezia, finito, come tante cose nell’Italia degli Improvvisatori, e che, però, sono sempre anche dei troppo facili Distruttori!
           - Per finire col dire che le presenze in Italia degli spettacoli stranieri aveva un po’, allora, lo scopo di mostrare quanto si faceva all’estero con sistematicità e serietà – e certamente queste tpurnée hanno dato un po’ di sveglia affinché si mettesse anche l’Italia alla pari nel mondo del Teatro per i Ragazzi – che non ha ancora i teatri stabili, ma dove si sente tutto un fermento di attività un po’ in tutte le Regioni Italiane!
           - C’è da ricordare che le due sopra-ricordate Associazioni – ATIG e ASSITEJ - hanno avuto: per l’Assitej, per l’Italia, come protagonista cofondatore Lavagna, a Parigi, assieme a Léon Chancerel (scolaro prediletto di Copeau, Dullin e Jouvet) - Assitej che, a carattere internazionale, conta oggi più di cento Compagnie di Teatro per i Ragazzi in tutto il mondo – mentre per l’ATIG , in Italia furono, con Lavagna, cofondatori dell’Associazione Italiana: Benito Biotto (Direttore dell’Angelicum di Milano, il primo ed unico Teatro Stabile Privato per Ragazzi) e Franco Passatore (Direttore del primo Teatro Istituzionale per i Ragazzi, al Teatro Stabile di Torino) – anche se, purtroppo (a conferma della instabilità e volubilità del carattere italiano, di cui s’è detto sopra) anche se ambedue sono andati fuori uso: a Milano, grazie alla miopia dei Frati dell’Angelicum, forse per “quell’auri sacra fames”, che trasformò il bel teatrino stabile di Piazza Sant’Angelo, in una (cosa veramente inaudita!) Mostra per Antiquariato! Mentre, a Torino, la soppressione della Sezione per i Ragazzi del Teatro Stabile di Torino, fu frutto della poca lungimiranza, o forse delle faide politiche all’interno dello stesso Stabile Torinese! Così, con la doppia soppressione, sparirono gli unici due spazi di Stabili per ragazzi, in Italia!
           - A proposito di Teatro per i Ragazzi in Italia, sarà bene ricordare dopo quanto già anticipato (anno 1963) in merito alla prima sovvenzione strappata al Ministero dello Spettacolo – aggiungendo che Lavagna dovette fare tutta una indagine documentativa, scoprendo che in Belgio, esistevano addirittura dei Decreti Reali a favore del Teatro per i Ragazzi - potendo, per esempio, documentare che a Norimberga, il Teatro Stabile per i Ragazzi, tra sovvenzioni dello Stato Centrale, del Land Regionale, e del Comune riceveva la stessa cifra in marchi che, in Italia assommava il Piccolo Teatro di Milano, il più sovvenzionato tra tutti i Teatro Italiani!
           - Tanto che, Lavagna, spesso nelle presenze ai vari Convegni dell’Assitej Internazionale, spesso, dalla meraviglia dei colleghi Animatori, Direttori, Registi di Teatro per i Ragazzi stranieri si sentiva dire: “Come mai, in Italia, non ci sono vere e proprie Compagnie di Teatri Stabili per i Ragazzi...voi, che siete la patria della Commedia dell’Arte, di Goldoni e di Pirandello? Eppure il Teatro per i Ragazzi è importante, per creare, se non altro, i futuri spettatori di domani!” – Risposta evasiva, buttandola un po’ sullo scherzo, di Lavagna agli amici: “Ma, sapete bene, come l’Italia è un po’…tutta un teatro...Fontana di Trevi, Piazza di Spagna e di Navona a Roma – il salotto di Piazza San Marco a Venezia...e così un po’ in tutte le altre città italiane!” - Un modo - diciamo scherzoso ed evasivo…per salvare la faccia, e l’onore patrio teatrale italiano!
           - Sempre nel 1982, Lavagna riduce il testo dei “Fioretti di San Francesco”, adattandolo per uno spettacolo con burattini e animazione di figure. L’invito gli giunge in occasione del VII Centenario della nascita di San Francesco, (che si sarebbe celebrato nel 1982) invito da parte del celebre burattinaio polacco Roman Ukleja, che allora risiedeva a Perugia, e che, avendo visto l’edizione teatrale dei Fioretti con gli attori, nel Duomo perugino, propose a Lavagna una versione in chiave di animazione con burattini e figure; versione, non senza qualche difficoltà, sponsorizzata dalla Regione Umbria, che, pur di sinistra, tramite il suo intelligente Assessore al Turismo, Provantini, giunse a stanziare addirittura 100 milioni per la realizzazione di tutta l’operazione. Questa nuova versione dei Fioretti fu replicata per l’intero anno francescano 1982, con oltre cento repliche e con molti commenti entusiastici e critiche favorevoli; il più simpatico espresso da uno straniero, uno svizzero: “Molto bellezza!” Il primo canale della Rai TV riprese lo spettacolo, che andò in onda a puntate, per sei settimane la domenica, il mattino. Di quella riduzione fu realizzato, allora, una Video-cassetta richiestissima, e di cui si è ora preparato un DVD per far sì: che uno spettacolo di così alta classe artistica e di profondo significato francescano, possa essere rigustato e non venir persa la memoria dell’unica manifestazione rimasta del Centenario Francescano del 1982. (FOTO 35)
           – E per dire come lo spettacolo dei burattini, incontrò, non solo nell’ambito del Centenario Francescano, ma anche in seguito – basta ricordare, una proiezione, in occasione della “Giornata della Pace” (nel 1985) indetta da Papa Wojtila, proiezione fatta ai partecipanti del mondo religioso riuniti ad Assisi, in cui fu chiesto, ad alcuni Monaci Buddisti, cosa avevano capito (dato il commento in lingua italiana) : “Dovessimo dir la verità, nonostante la difficoltà della lingua, su San Francesco, abbiamo capito di più, con questa animazione di figure e burattini, più che tante altre cose, pur stupende viste, e sentite, in Assisi, comprese le pitture di Giotto!”.
           – Lo stesso apprezzamento per una proiezione fatta alla riunione in Assisi della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) alla presenza di tutti i Vescovi, con qualche perplessità da parte della Segreteria della CEI:“Veramente invitare i Vescovi a vedere uno spettacolo di Burattini?!”- perplessità vinte dall’intelligente Vescovo di Assisi (S.E. Mons. Goretti) che volle essere lui l’invitante, perché sapeva il valore artistico e religioso della iniziativa – e Lavagna, che sugli scroscianti applausi, alla fine, di tutta l’Assemblea dei Vescovi, Lavagna che chiedeva al presente Cardinale biblista Martini, Arcivescovo di Milano, il suo giudizio: “Eminenza, mi si dovrà dare del burattinaio?!” – Risposta: “Niente affatto, sarebbe magari il caso di fare, anche per la Bibbia, una simile operazione, validissima sia sul piano religioso che artistico!”
           - Per ricordare pure che, dopo il terremoto, grazie sempre all’Ufficio Regionale del Turismo della Regione Umbra, e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Assisi, sarà possibile visitare la Mostra permanente delle scene dei principali “Fioretti” con i burattini - tra l’altro rivestiti con i costumi ispirati alle pitture giottesche, e con le scenografie, anch’esse ispirate alle pitture di Giotto – Mostra con la possibilità di visionare, poi, in DVD lo spettacolo, realizzato dalla Rai -TV; dove la proiezione è non meno interessante e gustabile, con i primi piani, per apprezzare la perfezione stilistica dell’operatore burattinaio polacco, Uckleja, vero artista dell’animazione e dell’impianto scenografico giottesco – operatore che non è come i nostri (pur bravissimi) Marionettisti sulle nostre piazze, ma artista che ha studiato (cosa da sogno per l’Italia) e frequentato in Polonia l’Università per questo settore, che forma gli operatori con corsi che durano cinque anni: per la recitazione, per la scenografia, per i costumi, per la luministica (e basterà anche solo vedere le riproduzioni fotografiche!) - (FOTO 35 A)
           - Con una notazione finale, per dire di questa edizione dei “Fioretti” con i Burattini, trasmessa dalla RAI-TV in una serie di sei puntate – per dire che è successo come per “Marcellino” e “Mio fratello negro” - che, pur dopo circa vent’anni, la proposta di una replica , per una Festa di San Francesco, e nonostante i gradimenti di ogni genere, sia artistici che religiosi - non si è mai riusciti a fare una replica, anche se stavolta non c’era più la scusa del “bianco e nero”, come per “Marcellino” e “Mio fratello negro” - perché tutto il filmato è una continua vivacità di colori! La scusa questa volta è:: “Ma è cosa datata!?” – scusa per nulla valida: come se l’arte, quando è arte riconosciuta come tale da tutti i critici, come se l’arte fosse, nel tempo, una cosa datata!? Come se fosse datato il Francesco di Rossellini, o quello di Zeffirelli, o magari quello…di Pasolini!?

ANNO 1983 – “La Bibbia di Monreale” (anno 1977) in occasione dell’Anno Santo Straordinario (1983-84) viene presentata, per tutto il periodo giubilare nella Basilica di San Nicola in Carcere, a Roma. Le proiezioni di Roma e del Meeting di Rimini fanno giungere, da molte parti d’Italia e dell’Estero, continue richieste di proiezioni, sia a fini religiosi, che a documentazione artistica e di studio sui mosaici, soprattutto da parte di Istituti d’Arte. Il ciclo delle proiezioni si conclude a Castelgandolfo, nel 1983, nel Palazzo Pontificio, alla presenza del Santo Padre Giovanni Paolo II, il quale, con un sempre appropriato e sapido commento, esclama: “La prossima volta che andrò in Sicilia, bisognerà che vada a vedere questo stupendo ciclo biblico”! (FOTO 36 – 36 A36 B)
           - Sempre nel 1983, per l’Anno Straordinario Giubilare il Maestro Vitalini mette in musica, come opera lirica il I e II Atto del “Davide Re” come opera integrale eseguita a Tokyo, ma non più come concerto (eseguito nel 1975), ma come fatto scenico integrale, avverando quanto allora l’Osservatore Romano auspicava: che ci fosse qualche teatro che avesse “il buon gusto” di mettere in scena l’opera! Che, patrocinata dall’Università di Musica di Showa, riscuote grande successo – con un particolare: l’opera viene cantata dai giapponesi (Coro, Cantanti) in lingua italiana. Anche giapponese l’Orchestra, il Direttore, lo Scenografo, il Costumista (che imposta tutto come un “NO” giapponese). L’opera è stata materia di studio da parte di tutti gli allievi dell’Università, per tutto un anno, e di qui l’altissimo rigore artistico dell’esecuzione, veramente esemplare; mentre, per la parte luminica, il tutto fu impostato con le soli luci, tipo Svoboda, centrando e concentrando tutto sui luoghi deputati (pare che un tecnico fosse andato apposta a Praga per imparare, per acquisire questa tecnica scenica) – come fanno e sanno fare tanto bene al solito i giapponesi – che studiano e poi copiano, e, magari migliorano, sul tipo di quanto fatto con le apparecchiature fotografiche della Kodak!?). Tecnica usata per l’opera del “Davide RE” che, con le sole luci sulle varie scene sintetiche, sostituisce le spesso faraoniche costruzioni abituali, oltretutto con una resa ben maggiore, soprattutto se si tratta di opere con soggetti religiosi, in cui concentrando tutto sulla spiritualità del testo, ne viene una perfetta consonanza con l’immaterialità della musica! (FOTO 36 C – 36 D)
           - Ancora nel 1983, come Giubileo dei Bambini, voluto da Papa Wojtila (che sarà presente nell’Aula Paolo VI) viene rappresentato il brano dal testo di “Marcellino Pane e Vino”, con il colloquio di Marcellino, ma non (come nello spettacolo) col Crocifisso della soffitta, ma col Cristo di Pericle Fazzini, che sta sul fondale dell’Aula. Il Papa, alla fine, commosso, abbraccia il piccolo Marcellino, e gli dice (con una delle sue solite sapide frasi):“Bravo! Lo sai che, in Polonia, sentivo sempre parlare di Marcellino, ma, allora, mica ce lo lasciavano vedere!”. (FOTO 37)

ANNO 1984 - Poiché le Celebrazioni Giubilari per l’Anno Santo Straordinario dell’83 si protrag-gono anche per l’84, la Compagnia del Teatro dei Gialli di Roma, sulla via Cassia, ripropone lo spettacolo di “Hanno sequestrato il Papa” (nell’anno 1974 il titolo era “Il giorno che sequestrarono il Papa”). Né deve meravigliare l’accostamento di “giallo papale”, perché si tratta di un vero e proprio giallo, con tanto di rapimento di un Papa, che, andato all’ONU, volle prendersi un giorno di pausa e se ne uscì alla chetichella, prendendo un taxi, dove c’era un autista pacifista che, essendogli morto un figlio nel Vietnam... aveva giurato di sequestrare, facendo servizio attorno all’ONU, un Ambasciatore, un grosso Personaggio, per la cui liberazione, l’ONU avrebbe dovuto dichiarare una “Giornata di Pace” in tutte la nazioni! Ora, sul taxi, poteva capitare un personaggio più importante del Papa?! Ecco, perché, come già detto in precedenza (anno 1974) si può pensare quasi che questa commedia abbia un sapore profetico; infatti, guarda caso, Papa Wojtila proclamerà ad Assisi la “Giornata della Pace”! Senza dire che lo spunto per questa inopinata uscita alla chetichella (come sempre già riferito nel 1974) veniva mutuata proprio da un’uscita alla “ chetichella” proprio da parte di Papa Giovanni XXXIII, all’inizio del suo Pontificato!
Mentre l’andata all’ONU di questo Papa virtuale, all’autore era venuta dalla reale visita all’ONU da parte di Papa Paolo VI, che aveva invocato: “Basta con le guerre sulla terra!”. Con dei ben espliciti riferimenti (anche se abilmente sottintesi) ai due Papi! (FOTO 3838 A)

ANNO 1985 - Replica ancora di “Hanno sequestrato il Papa”, in una tournée laziale – con 30 piazze estive; e chi sa cosa sia racimolarne solo una decina di spettacoli in quel periodo, potrà capire e apprezzare una tanta riuscita di spettacoli in una sola stagione estiva e in una sola regione! Segno, dunque, che il tema continuava a interessare e far presa sul pubblico! Tanto per fare un esempio: nel prestigioso Anfiteatro di Minturno, quasi 2000 gli spettatori, ed in quinta i tecnici a seguire lo spettacolo, incuriositi e partecipi, invece, dopo aver allestito la scena (e chi è pratico di teatro lo capirà bene!) invece di appartarsi a giocare a carte!
           - Lavagna propone, e realizza, sempre nel 1985, nell’Aula Paolo VI del Vaticano, un programma per il “Simposio Europeo Ecumenico” in occasione del Millennio dei Santi Cirillo e Metodio (nati a Salonicco in Grecia, ma vissuti in Bulgaria) creatori della lingua cirillica. La ricorrenza del Millennio è voluta dal Papa Giovanni Paolo II, che presenzierà nell’Aula alla rappresentazione, in cui Papa Adriano II benedica i Santi Cirillo e Metodio. (FOTO 39)
           - Il programma comprende brani in lingua latina (attori e dicitori i Padri Benedettini del Convento di Sant’Anselmo di Roma) - la Grecia viene rappresentata dalla famosa attrice Irene Papas che canta laudi mariane greche - la Croazia porta un programma in lingua glacolitica – dall’Inghilterra Lavagna riesce a far venire Timoty West, il successore di Laurence Olivier nel prestigioso Teatro Old Vic di Londra, per recitare la celebre “Predica ” dall’Assassinio nella Cattedrale” di Eliot - mentre l’Italia presenta, dalle Sacre Rappresentazioni, “Il Miracolo del Corporale” di Bolsena” interpretato da Mario Colli, ben apprezzato, oltre che come ottimo attore, per il doppiaggio del celebre Perry Mason nell’edizione televisiva RAI. (FOTO 39 A)
           - Con addirittura da Sofia (Bulgaria) la proposta di Lavagna di far partecipare al “Simposio” uno spettacolo, che rappresentava la visita di Cirillo e Metodio al Papa Adriano II, a Roma, per chiedere l’approvazione del loro alfabeto, osteggiato però dal mondo occidentale – spettacolo da Lavagna visto a Sofia.
           - Ma questa proposta dello spettacolo bulgaro, incontrava alcune disapprovazioni nell’ambiente ecclesiastico vaticanense; in parte giustificato dal fatto che erano i giorni in cui era prigioniero Alì Agcià, che si diceva emissario della Bulgaria per l’attentato al Papa - però (fortuna volle) che, alla fine, la proposta di Lavagna fosse approvata ed inserita nel programma, grazie all’intervento del Delegato Vaticano per le Relazioni con i Paesi, allora, Comunisti: Sua Eccellenza Mons. Poggi (poi Cardinale) con questa motivazione: “Bisogna creare anche dei ponti artistici con l ‘ Est, non impedirne pregiudizialmente la possibilità… .di costruirne dei ponti! “. E difatti, pur cattolici apostolici romani, Cirillo Metodio erano, e sono tuttora, veneratissimi nel mondo orientale, e potevano appunto rappresentare un ponte verso i popoli dell’Oriente Slavo! Il che sostanzialmente era lo scopo della proposta di Lavagna, che aveva visto la rappresentazione a Sofia, giudicandola valida, data la sua significanza, diciamo così ecumenica, per avvicinare i popoli slavi!
           - Simpatico (come sempre!) il commento del Santo Padre, Giovanni Paolo II, dopo lo spettacolo, all’attore bulgaro, che aveva interpretato la parte del Papa di allora, Adriano II°, che a Roma aveva ricevuto i santi Cirillo e Metodio, dando loro il permesso e l’approvazione dell’alfabeto cirillico - commento con uno dei tanti spiritosi motti, cui ci ha abituati da sempre Papa Giovanni Paolo ll °: “Bravo, lei, come attore, ma anche bravo, come Papa mio “collega” di quel tempo ad approvare quell’alfabeto, nel quale si esprimeranno in seguito le liturgie di buona parte dei popoli orientali””. (FOTO 39 B)

ANNO 1986 - Altra ripresa dello spettacolo “Hanno sequestrato il Papa” (vedi Anno 1974 e 1975, 1984 e 1985) portato in tournée in Calabria e Sicilia dalla Compagnia dei Gialli di Roma.

ANNO 1987 - Anche il Teatro delle Erbe di Milano mette in scena, nel teatro milanese “Nobel”, un’ennesima edizione di “Hanno sequestrato il Papa”, che farà anche una tournée in Liguria.
           - Ancora per il 1987 Lavagna prepara, per il Teatro Stabile di Torino, il testo di uno spettacolo: “Donna del Paradiso”, elaborato dalle Sacre Rappresentazioni Medievali Umbre, con scenografie e costumi tratti dai dipinti di Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova, per la regia di Franco Passatore. Lo spettacolo è replicato nel complesso salesiano di S. Maria Ausiliatrice, per l’occasione del Centenario di Don Bosco. (FOTO 40 I 40 II40 III40 IV40 V40 VI)

ANNO 1988 - Il successo di “Donna del Paradiso” continua con una tournée estiva in Liguria con le Piazze di: Savona (Sagrato del Santuario della Madonna della Misericordia – Spotorno)Piazzale della Confraternita dell’Assunta) - Imperia (Piazza del Duomo di Porto Maurizio) – Taggia (Piazza del Comune) - Sanremo (Parco Marsaglia).

ANNO 1989 - Lo spettacolo musicale di “Pinocchio”, sempre come musical, viene rappresentato in Germania, dove viene addirittura tradotto, e stampato, il testo di Lavagna, con lo “Spartito” delle canzoni musicate da Alberico Vitalini. Sono significativi del successo ottenuto i titoli dei giornali tedeschi: Halle “Pinocchio da burattino a uomo” – Stralsund (Mar Baltico) “Piena simpatia per Pinocchio” – Dresda: “ Come un asino, Pinocchio impara a danzare!” – Lipsia: “Uno spasso per tutte le famiglie”. La pubblicazione berlinese Eilbote (Il Messaggero) nella rubrica : “Neues von Actor” riserva una simpatica sorpresa (bontà loro) agli autori di “Pinocchio” (Vitalini e Lavagna) con una menzione onorevole tra i vari Feydeau, Majakowski e gli italiani Machiavelli, Goldoni e Dario Fo!? Come dire: “E più d’onore assai ci fenno” con la menzione… in tale e tanta compagnia!”.
(FOTO 41 – 41 A . 41 B – 41 C)

Don Lavagna comunica che, oltre alla consultazione del presente SIto, chi volesse approfondire la sua conoscenza potrà consultare una serie di dossier cartacei (scritti, foto) presso i seguenti indirizzi:

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