Raffaello Lavagna - Sacerdote - nato a Savona 22/10/1918 - Drammaturgo - Librettista lirico
Autore di testi per canzoni e melodie sacre - Giornalista della Radio Vaticana e animatore di spettacoli teatrali.



Don Lavagna comunica che, oltre alla consultazione del presente SIto, chi volesse approfondire la sua conoscenza potrà consultare una serie di dossier cartacei (scritti, foto) presso i seguenti indirizzi:

- Biblioteca Comunale, Via Monturbano, 14 – 17100 - Savona tel: 019/8310393 - fax: 019/8310716

- Biblioteca del Burcardo della SIAE – Via del Sudario, 44 – 00186 – Roma tel: 06/681971 - fax: 06/68194727

- Biblioteca Radio Vaticana - Piazza Pia 3 - 00193 ROMA - tel: 06/698/83551/4365 - fax: 06/6988384 - SEDOC@Vaticaradio.VA


Anni 1918- 1949 Anni 1950- 1959 Anni 1960- 1969 Anni 1970- 1979
Anni 1980- 1989 Anni 1990- 1999 Anni 2000- 2009 Anni 2010- 2011


ANNO 1990 – La Compagnia Spettacoli Sacri, con lo spettacolo “Trittico Sacro” diretta da Lavagna, viene invitata a partecipare alla prima edizione del “Natale nel Lazio” con il “Trittico”che comprende sempre:“Il Pianto della Madonna”, di Jacopone da Todi - “Marcellino Pane e Vino” - “Il Miracolo del Corporale” – Ed è appena il caso di ricordare le numerose tournée di questo Trittico, che ha tutta una serie di rappresentazioni: dall’Alta Italia, sino giù alla Calabria, sopratutto in occasione di Festività Patronali, con il proposito di inserire nelle feste religiose un tocco di “sacro “, cosa abitualmente trascurata in quelle occasioni; e, come ripetuto a iosa , quasi come un pallino insistente, ripetitivo, e speranzoso da parte di Don Lavagna!

ANNO 1991 - Il M° Vitalini della Radio Vaticana viene sollecitato dall’A.I.S.C. (Associazione Italiana Santa Cecilia, esattamente nella persona del Vice-Presidente, Monsignor Vieri) a fare una trascrizione a quattro voci dispari, da cantare (come Inno Pontifico), sul motivo della “Marcia Pontificia” di Gounod. La marcia, composta nel lontano 1869 da Gounod (e offerta al Papa nel periodo che Gounod era ospite all’Accademia di Francia) la marcia era rimasta negli archivi vaticani fino al 1950, anno in cui Papa Pio XII, su segnalazione del principe Lancellotti, la volle Marcia Pontificia; in sostituzione di una vecchia marcia, stile ottocentesco. Solo che non aveva mai avuto parole ufficiali, come gli altri inni nazionali. Marcia che, poi, sempre dal 1950, era suonata dalla Banda dei Carabinieri in Piazza San Pietro: a Natale e Pasqua per la Benedizioni “Urbi et Orbi” che abitualmente fa, per quelle festività, il Santo Padre – cui rispondeva la Banda del Vaticano, suonando l’Inno Italiano di Mameli: Ma, fatta dal M° Maestro Vitalini la trascrizione musicale della marcia a 4 voci dispari (soprani – contralti – tenori e bassi) quali parole e in quale lingua, soprattutto, si sarebbe dovuto cantare? Logicamente, il testo doveva essere in lingua latina, essendo il latino la lingua ufficiale del Vaticano. (FOTO 4242 A)
           - L’impegno del testo fu affidato a Lavagna, anche perché egli, sempre su musiche di Vitalini aveva già composto i testi per i nuovi canti, in italiano, che dovevano sostituire quelli latini alla Radio Vaticana, nel collegamento domenicale per la S. Messa con la Rai (vedi anno 1964) il tutto in ottemperanza alle nuove disposizioni liturgiche del Concilio Vaticano II.
           - In questo caso specifico, invece di quello che avviene abitualmente: che, prima, si compongono le parole, e, poi, la musica - qui, invece, bisognava fare il contrario: comporre parole e frasi latine sulle note della Marcia di Gounod, nella trascrizione a 4 voci del M° Vitalini! Impresa non facile, perché si trattava di una musica con ritmi martellanti, e senza parole tronche, com’é il latino!
           - In passato erano stati messi dei testi in varie lingue alla Marcia Pontificia di Gounod - per fare un esempio, si sono cantate, molto spesso, in italiano, queste parole:
“Roma immortale - cantan le tue glorie - mille palme e mille altari…
Roma, la tua luce non tramonta - Vince l’odio e l’onta, lo spendor di tua bontade”…
           - Un testo modernamente veramente improponibile! Per cui, cosa inventare? Studia che ti studia, la soluzione migliore a Lavagna parve quella: innanzitutto di selezionare, nel Nuovo Testamento, tutto ciò che si diceva di San Pietro, e che, automaticamente, si poteva attribuire ad un Pontefice, successore di San Pietro; cosa riuscita dopo aver selezionato più di un centinaio di riferimenti a San Pietro nei Vangeli (veramente anche in questo un primato!) allargando poi ad una antologia di altre frasi tratte da Documenti pontifici, o con riferimenti sempre a Pietro e naturalmente a Roma, come pure con indicazioni al Magistero dei Pontefici nel corso dei secoli! Ed ecco il testo:

O Roma felix - o Roma nobilis,
Sedes es Petri, qui Romae effudit sanguinem;
Petri cui claves datae sunt regni coelorum.
Pontifex, Tu sucessor es Petri
Pontifex, Tu magister es tuos confirmans fratres;
Pontifex, Tu qui Servus servorum Dei,
Hominumque Piscator, Pastor es gregis,
Ligans coelum et terram,
Pontifex, Tu Christi es Vicarius super terram,
Ruper inter fluctus, - Tu es pharus in tenebris.
Tu pacis es Vindex, - Tu es unitatis Custos,
Vigil libertatis defensor.
TU, Pontifex, es firma petra
et super petram hanc aedificata est Ecclesia Dei.

- Volendo, ora, sapere donde ogni frase è stata estrapolata:
- Per quanto riguarda “ Felix Roma “: il riferimento è all’Inno dei Vespri di San Pietro;
- Per: “Roma “nobilis” : l ‘aggettivo è mutuato da un antico inno dei Pellegrini Romei;
- Per: “Sedes es Petri, qui Romae effudit sanguinem”, è il Martirologio Romano a suggerire ll l ‘effusione del sangue di Pietro - dove non è improprio pensare, e far riferimento, ad un altro Papa, Giovanni Paolo II, che ha sparso, pure lui, il suo sangue in Piazza San Pietro!
- Per la frase: “Petri, cui claves datae sunt regni coelorum” (Matteo 16 – 19)
- Per: “Pontifex, Tu es successor Petri (Lumen gentium 22)
- Per: “Pontifex, Tu magister es tuos confimans fratres (Luca 22 –32)
- Per: “Pontifex, Tu qui servus servorum Dei “ (San Gregorio Magno)
- PER: “Hominumque Piscator “ (Luca 5 – 15)
- Per: “Pastor es gregis” (Giovanni 21 – 15)
- Per: “Ligans coelum et terram “ (Matteo 16 – 19)
- Per: “Pontifex, Tu Christi es Vicarius super terram (Lumen gentiun) - Per: “Rupes inter fluctus, Tu es Pharus in tenebris” - qui è intervenuta la discendenza marinara dell’autore Lavagna, che chiede scusa per questa interpolazione, per questa licenza poetica, che, però, ha una sua giustificazione per dire: come mai il Papato Petrino, e dei suoi Successori, ha resistito da tanti secoli (del resto come promesso da Cristo "portae inferi non praevalebunt”) per cui è appropriato paragonare, indicare il Papato “Rupe-Roccia-Pietra” che resiste ai marosi sulla costa del mare, e, idealmente, resiste alle ondate delle vicende umane, che non la scalfiscono – mentre per il “Pharus in tenebris”, il faro, a picco sul mare è l’indicazione che c’è Qualcuno che può dar luce ai naviganti, per pilotare tutti coloro che, nella vita, non hanno un punto di riferimento, nella loro navigazione!
- Per: “Tu pacis es Vindex” basterà ricordare l’Enciclica “Pacem in terris”
- Per: “Tu es unitatis Custos” - concetto che concorda con il fatto che le chiavi sono propriamente affidate al “custode”! A parte la frase del Concilio Vaticano II, che fa riferimento ad una: “Unitatis integratio”.
- Per: “Vigil libertatis defensor” - il Papato difensore della libertà della Chiesa, ma pure di tutte le libertà umane e sociali, razziali, in ogni tempo e per ogni popolo, in questi duemila anni di Cristianesimo!
- Per: “In Te, potestas” – il potere di “sciogliere e di legare sulla terra, come nei cieli” sempre da Matteo 16/19.
- Per: “Tu, Pontifex, es firma petra, et super petram hanc aedificata est Ecclesia Dei” è ancora in Matteo (16 – 19) il riferimento a Pietro “pietra “ su cui sarà fondata la Chiesa.
           - Tutte frasi che (dài e dài) alla fine di due anni di “fai e rifai”, Lavagna riuscì ad adattare alle note musicali, rispettando gli accenti martellanti della antica marcia di Gounod – ma per spiegare la difficoltà di dover mettere parole a musica pre-esistente (come già detto) si citerà un solo esempio, quello della frase, vero rompicapo “Piscator hominum”!
           - Frase che a Don Lavagna non c’era verso di poter inserire nelle poche ultime note rimastegli scoperte! Niente da fare, per giorni e giorni di martellamenti e di prove! Tanto che, esasperato, con un moto quasi di dispetto contro se stesso, Lavagna richiuse il tutto dentro un cassetto, con l’intenzione di abbandonare l’impresa, di fronte a quell’ultimo ostacolo insuperabile: perché né si potevano cercare altre parole, né, tanto meno, non rispettare le note guida rimaste, anche dopo i vari tentativi di capovolgere (come si può fare in latino): “ hominum Piscator” - né aggiungendo una “et “, per tentare di quadrare con le note e gli accenti: “ Et Piscator hominum” - “ Et hominum Piscator”…niente da fare!
           - Sempre conclusione negativa! Ma “ La c’è (sempre) la Provvidenza “ di manzoniana
Memoria in agguato! Perché una mattina, svegliandosi, Lavagna, sente in testa frullargli la frase incriminata così impostata: “ Hominumque Piscator” - via subito al pianoforte: le parole, e le note, combaciavano perfettamente! - Con l’aggiunta di quel “que “ sembrava quasi di vedere come un pesce che, buttato in mare, scivolasse via velocissimamente! E alla domanda: “Ma come mai questa soluzione era maturata senza averla prospettata?”- Un amico, Padre Reginaldo Foster, ottimo latinista della Segreteria di Stato, spesso consultato, così spiegò il tutto: “Caro Lavagna, inconsciamente, nello sforzo di tentare, provare, riprovare, senza saperlo, dentro di te, ha lavorato il ricordo della celebre frase romana: ”Senatus Populusque Romanus”. E, forse, anche, sono scherzi che capitano a chi, nel lavoro, ci mette del suo tutto se stesso. Con la conclusione che, dopo due anni di “fai e rifai, prova e riprova” il testo fu pronto per l’esecuzione con il Coro “Jubilate Deo “ della Radio Vaticana, in prima esecuzione alla Stazione Radio di Santa Maria di Galleria, in omaggio al Santo Padre Giovanni Paolo II, in occasione del 60. mo (1931/1991) di Fondazione della Radio Vaticana, voluta da Pio XI e realizzata da Guglielmo Marconi - esecuzione alla presenza dello stesso Santo Padre presente alla manifestazione, che si complimenterà sia con il Vitalini per la sua trascrizione, che con Lavagna per le parole latine. (FOTO 42 – 42 A - 42 B – 42 C – 42 D – 42 E – 42 G – 42 H – 42 I)

ANNO 1992 – La Compagnia Spettacoli Sacri viene rinviata alla II Edizione del “Natale nel Lazio”, per ripresentare il “Trittico Sacro” nelle località del Lazio, non ancora visitate dallo spettacolo, a seguito del successo ottenuto dalla prima edizione del 1990.
           – Sempre nel 1992, per il Cinquecentesimo Anniversario della Scoperta dell’America (1492-1992) nacque in Lavagna (da bravo ligure savonese) l’idea di fare qualcosa su Colombo, che, nato a Genova, con la famiglia si era trasferito a Savona, (dove il padre ebbe dalla Curia un terreno in enfiteusi) e dove fece le sue prime esperienze marinare e partì per i primi viaggi nel Mediterraneo.
           - Idea di fare qualcosa soprattutto venuto a conoscenza di manifestazioni che nulla avevano a che fare con Colombo – prima fra tutte che il Comitato Nazionale del Centenario (1492-1992) patrocinava, tra l’altro, per commemorare Colombo a New York, di mandare la Scala e Muti con la “Messa da Requiem” di Verdi - cosa che riferita da Lavagna al Senatore Taviani, (il più illustre studioso colombiano) provocò il commento salace: “ Beh, si, veramente una Messa da morto, perché, forse, gli volevano fare un bel funerale di Prima Classe! “ - Mentre ancora più sarcastica la battuta di Taviani, dato che, sempre per il Centenario Colombiano, era in programma l’andata a Chicago delle “ Frecce Tricolori “ dell’Aeronautica Militare Italiana – con la battuta sempre umoristico - scherzosa di Taviani: “Ma Colombo andò, e scoprire l’America, per aria...o per mare?”. Senza dire della programmazione de “La Balena Bianca” dal Moby Dick di Melville a Buenos Aires, col pur bravissimo Vittorio Gassman, uno spettacolo che proprio non collimava per niente con il personaggio di Colombo
           – Ora, proprio a seguito di queste pur bellissime, ma contestate manifestazioni comprese le puntate Rai-TV col biondo Biscardi (con l’inflazione di ballerine sud-americane, ed i loro davanti e di dietro ballonzolanti - come se le cose scoperte da Colombo, fossero loro!)…
Proprio per reagire a tutte queste varie iniziative (di cui si è fatto cenno) - così poco attinenti Colombo, Lavagna (sempre con il consiglio di Taviani) realizza un “Trittico Colombiano” così composto:
- I^ Parte: “lo, Cristoforo Colombo” una elaborazione drammatico poetica di Marcella
Uffreduzzi, su materiali storici di Paolo Emilio Taviani, con i cori poetico lirici di Raffaello Lavagna;
- II ^ Parte: “Los Conquistadores” un estratto dai “Canti” di Pablo Neruda, soprattutto,
per far capire che non era Colombo, colui che aveva fatto tante malversazioni agli indigeni, perché lui, poveretto, sarebbe finito in catene, proprio per volersi opporre ai vari Pizarro, assetati solo di oro e di potere!
- III ^ parte: “La Scoperta dell’America “ - sceneggiatura dai simpatici sonetti di Cesare Pascarella - forse l’opera più interessante sul personaggio Colombo…
- Il “Trittico” fu interpretato con una vibrante interpretazione dell’attore Andrea Bosic, nel personaggio di Colombo, in tutti e tre le parti, con la regia di Lavagna.
   - Lo spettacolo, dopo le rappresentazioni al Teatro Centrale di Roma, sarà portato a
Genova, città nativa di Colombo, nel Salone Comunale di Palazzo Tursi, e al Teatro Chiabrera di Savona, dove (come già accennato Colombo visse la sua giovinezza.
           - La RAI-TV ricaverà dal “Trittico Colombiano” una trasmissione, per la III Rete (nella rubrica “Spazio Aperto”) – trasmissione mandata in onda a conclusione del V ° Centenario Colombiano del 1992, certamente con l’intenzione di (finalmente!) presentare un qualcosa, almeno, di più pertinente il personaggio di Colombo!
           - Dalla trasmissione RAI-TV si è poi ricavato un DVD “Recital” che è in programma per tutta una serie di proiezioni che saranno fatte a Genova, in occasione delle visite alla “Casa di Colombo – in quanto, dopo la visita alla “casa”, naturalmente vedendo solo delle pareti nude e vuote – si potrà così far rivivere il personaggio, con il DVD, in cui l’attore – personaggio si presenterà: “Sono Cristoforo Colombo, vissuto cinquecento anni fa, eccetera” - con il racconto delle sue avventure e disavventure, che lo faranno conoscere…diciamo così, “dal vivo”!
           - La qual cosa sarà grandemente efficace, soprattutto per le Scuole che, molto spesso, a Genova vanno a visitare la “Casa di Colombo” – ed inoltre (dalle esperienze già fatte) sarà conseguente la richiesta da parte degli Insegnanti accompagnatori: di procurarsi il DVD, per portarlo nelle loro Scuole, per le classi, che, non venute, potranno così, anche loro, ricordare (meglio che da una semplice lettura o racconto fatto in classe) potranno conoscere più a fondo, anche in futuro, il più grande marinaio di tutt’i tempi!
(FOTO 43 I 43 II43 III43 IV43 V – 43 VI – 43 VII)

ANNO 1993 - Il Ministero del Turismo e dello Spettacolo, a seguito dell’indovinato spettacolo “Trittico Colombiano”, e per riparare un po’ alle incongruenze delle varie manifestazioni (così fuori tema, e come sopra accennato!) per il Centenario Colombiano del 1992 - proprio a rimediare iniziative così poco pertinenti Colombo - il Ministero sovvenzionò una tournée del “Trittico Colombiano” per le due Americhe, Nord e Sud, avvalendosi Lavagna dell’organizzazione di Raffaele Arecco,  e con sempre il protagonista Andrea Bosic, che lasciò addirittura la prestigiosa Compagnia della Paola Borboni, tanto si sentiva il personaggio di Colombo nelle sue corde!! E sarà la prima volta che una stessa Compagnia Teatrale Italiana, nella stessa tournée, toccherà le Americhe del Nord e del Sud – al Settentrione, esibendosi: a Toronto, in Canadà, con tutta una serie di spettacoli, in uno dei suoi più prestigiosi teatri, e ad Hamilton, nell’Università, per la Sezione di Lingua Italiana – E sempre al Settentrione Nord-Americano una presenza alla New York University per gli studenti del Dipartimento di Lingua Italiana…
           - Mentre per il Sud America, spettacoli in Brasile (Sao Paulo) per il Centro Italiano della Comunità Italiana, con tre repliche – per l’Argentina a Buenos Aires, pure con tre recite presso il Teatro della Dante Alighieri – Sul gradimento ed il successo, é appena il caso di riferire, per esempio, alla fine di uno spettacolo a Toronto, un entusiasta oriundo Italiano, venuto al proscenio ad applaudire, lanciando uno stentoreo: “Viva Colombo” – cui rispondeva dalla Galleria un altrettanto reboante: “Sì, Viva Colombo – ma anche Viva l’Italia!” – E così all’incirca un po’ in tutte gli spettacoli, con un diapason alle stelle, a differenza della Messa da Requiem, e delle Frecce Tricolori!?!
           - Con una coda al successo ottenuto per il Centenario del 1992, che, per il Centenario della Morte di Colombo (1506-2006) furono moltissime le richieste di poter avere in America il “Recital Colombiano” – cosa che non risultò possibile, stante le contingenze delle finanze italiane per cui il Comitato del Centenario 2006, accettò di buon grado la proposta di Lavagna, che: invece della costosa Compagnia, si mandasse, invece, lo stesso spettacolo, quello registrato dalla RAI-TV, di cui erano rimasti i negativi, che riportati in un DVD, potevano rimediare alle richieste – tanto più che la registrazione era riuscita ottimamente, e dove, con i primi piani televisivi, si poteva rimediare con buona sufficienza alle richieste. Richieste accontentate, con l’invio gratuito da parte del Comitato del DVD, in collaborazione con l’Associazione dei Liguri nel Mondo, che si assunse l’impegno di mandare una copia del DVD soprattutto in America, vuoi per dare l’occasione di un qualcosa per commemorare il Centenario della Morte, e vuoi anche perché, il DVD potesse essere un’arma di propaganda per contrapporsi alle, ancora oggi, persistenti accuse a Colombo da parte delle minoranze indigene, di essere lui il colpevole della loro indigenza! Con un risvolto finale, anche interessante: che il DVD potrà restare in Archivio nelle varie Comunità per ricordare così Colombo alle future generazioni.
           - Sempre nel 1993, in occasione del XV anniversario della Elezione di Papa Giovanni Paolo II, e ancora alla sua presenza (con l’abbinamento al Centenario – 1893/1993 – della morte di Charles Gounod, autore del motivo della Marcia Pontificia) - l’Orchestra e il Coro della Mitteldeutscher Rundkunf di Lipsia offrono al Santo Padre  “l’Inno Pontifico” di Vitalini Lavagna nel  concerto nell’Aula Paolo VI ° ancora con altri complimenti del Papa (dopo la “prima” a Santa Maria di Galleria nel 1991) Santo Padre che dice al M° Vitalini, “Lei è un po’ come un secondo Gounod”…e a Lavagna: “Lei sarà ricordato…come il paroliere dell’Inno Polacco!” – Chi stava vicino: “Come dire, riferendosi all’Inno Nazionale Italiano…come dire Lavagna…il Mameli del Vaticano! (FOTO 42 L)

ANNO 1994 – Ancora l’Inno Pontificio viene inserito nel Concerto di Piazza di Spagna il 21 aprile, in occasione delle manifestazioni del “Natale di Roma”; concerto che comprendeva “l’Inno Italiano” di Mameli”, il “Coro dei Pellegrini” di Wagner, “Va Pensiero” di Verdi, “L’Inno a Roma” di Puccini, “L’Inno alla Gioia” dalla Nona Sinfonia di Beethoven, dove non sfigurava l’Inno Pontificio di Gounod – Vitalini, con le nuove parole latine composte da Lavagna, cantate dai principali Cori di Roma. ( FOTO 42 M)

ANNO 1995 – Lavagna viene invitato a far parte del Comitato Culturale del Gran Giubileo 2000, con la specifica mansione del Settore artistico, dopo aver già partecipato, sempre con la stessa qualifica, ai Comitati Giubilari dell’Anno Santo 1975 e a quello straordinario del 1983-84. Questa specifica mansione impegnerà Lavagna per tutte le manifestazioni artistiche, teatrali e musicali del Giubileo, ed a promuovere anche alcune altre specifiche iniziative culturali: tra cui la mostra dell’artista Renata Minuto (su un’idea suggerita da Lavagna) con tutta una serie degli Stemmi dei Papi che indissero un Giubileo, da Papa Bonifacio VIII (1300) a Papa Giovanni Paolo II (2000). Mostra di dipinti su tela (m. 1 x 0,70) con tecniche a rilievo materico, mostra che ebbe la sua “prima” al Teatro dei Dioscuri, presso il Quirinale, sede istituzionale del Ministero dei Beni Culturali, con il patrocinio della Pontificia Commissione dei Beni Culturali della Chiesa. Mostra anche presentate, in occasione del Giubileo degli Sportivi, con dei simpatici riferimenti ai Papi dei Giubilei: che Papa Alessandro VI, in gioventù, si dilettava a giocare alla “pelota” – Pio IX, da giovane, era abile nella “palla a mano” – Pio XI era, prima del Papato, appassionato alpinista – per non dire dell’attuale Papa Giovanni Paolo II, che ha, più di una volta, ricordato di essere stato: sperimentato canoista, e alpinista, e tutti sanno che, sia pur per ragioni terapeutiche, ha praticato il nuoto a Castelgandolfo (naturalmente in piscina privata) senza dimenticare che, finché gli è stato possibile, ha amato sciare!
           - La Mostra degli Stemmi, dopo Roma, ha avuto il suo primo debutto itinerante a Savona, nella patria dell’artista Minuto, anche in omaggio alla cittadina di Celle Ligure, in provincia di Savona, che ha dato i natali a Sisto IV, Papa giubilare del 1475; mostra realizzata in quel gioiello artistico che è la Cappella Sistina savonese, voluta proprio da Sisto IV, che la fece costruire per collocarvi i suoi genitori, inumati in un celebre sepolcro monumentale, su disegno di Melozzo da Forlì. (FOTO 45)
           – Dopo Savona, la mostra farà una tournée in tutte le più di venti città che, anche loro, hanno avuto un Papa che ha indetto un Giubileo, città quasi tutte italiane, eccetto tre: Maumont, provincia di Limoges, in Francia, per Clemente VII, Papa del Giubileo del 1350 – Jativa, provincia di Valencia, in Spagna, per Alessandro VI, Papa Giubilare del 1500 – Wadovice, provincia di Cracovia, in Polonia, patria di Papa Giovanni Paolo II, Giubileo 2000.
E’ appena il caso di ricordare che l’artista Renata Minuto, autrice degli Stemmi, di cui si è sopra detto, è la realizzatrice anche della stupenda ceramica (m. 5 x 2,75) della Madonna della Misericordia di Savona, (anche questa iniziativa su un’idea di Lavagna) ceramica collocata nei Giardini Vaticani a ridosso della Torre della Radio Vaticana, e benedetta da Papa Giovanni Paolo II, a ricordo dell’Incoronazione della Vergine, da parte di Papa Pio VII, nel Santuario Mariano di Savona - Santuario dove Pio VII (nella sua prigionia, colà voluta da Napoleone) andava a pregare durante i suoi arresti domiciliari, promettendo che, alla sua liberazione, sarebbe tornato ad incoronare la sua effigie, come difatti avvenne, quando, come canta il Manzoni: “Ei fu, siccome immobile stette la spoglia”…eccetera - Pio VII poté, libero, tornare a Roma, e poi ritornare ad incoronare, come aveva promesso (nel 1815) la Vergine a Savona.
           - Ma forse questa collocazione merita un cenno di ricordo per il suo iter, anche per non lasciare nel dimenticatoio il suo lungo periodo di gestazione, diciamo pure di quaranta anni… itinerario durato dal l955 al 1995), ma per chi conosce il Vaticano, sa che fu un itinerario abbastanza veloce, tutto sommato! Iter che cominciò quando Lavagna (anno l955) venne a Roma, chiamato alla Radio Vaticana, e dove, avendo preso servizio ai primi di luglio, non mancava di andare a bere ad una fontanella, che si trovava proprio a ridosso della Torre della Radio Vaticana, nei Giardini Vaticani, nel cui perimetro faceva bella mostra un’invitante nicchia (allora tutta coperta di vilucchio) e che era stata l’ingresso della Cappella della Palazzina (Leone XIII) dove si recavano i Papi, nell’estate, nel periodo dal 1870 (data della presa di Roma) sino al l929, quando con la Conciliazione i Pontefici tornarono a Castelgandolfo, e la Cappella fu assegnata, come edificio, alla Radio Vaticana, nel l931.
           - Per cui, vedere in continuazione quella nicchia vuota, a Lavagna fece pensare a riempirla non con una statua, ma con una bella opera in basso-alto rilievo della Madonna della Misericordia di Savona - il pensiero che lentamente prese consistenza, nella fantasia di Lavagna. Ma, anche qui, riempirla come quella nicchia? Venne, a forza di ripensarci, in mente: che la soluzione migliore sarebbe stata quella di una effigie in ceramica. Naturalmente, fu pacifico subito riferirsi all’attivissimo centro ceramistico della cittadina di Albisola Marina, nel Savonese - E non fu difficile individuare l’artista più adatta, proprio nella persona dell’artista Renata Minuto, ben esperta di quel settore, che, addirittura lusingata della proposta, si offrì per la realizzazione, da sua parte, gratuita, come offerta a ricordo della madre, devotissima della Madonna della Misericordia (come del resto ogni savonese). Non restava che pensare alla Fornace (scelta nella Ceramia G. Mazzotti 1903) che, anch’essa, tolto il costo industriale del materiale, offriva gratuitamente la sua opera. Per reperire l’eventuale costo di spesa, fu trovata una soluzione, con il fatto che, sapendo i Savonesi che l’ufficio di Don Lavagna alla Radio Vaticana, era nei Giardini Vaticani, gli si chiedeva spesso di poterli visitare! Al che Lavagna, con un po’ di “savoir faire”, faceva passare sempre i gruppi di visitatori savonesi, proprio accanto a quella nicchia vuota, dicendo: “Vedete quella bella nicchia vuota? Quanto ci starebbe bene una bella ceramica della nostra Madonna della Misericordia! Ma, ragazzi, ci vogliono un po’ di “palanche” (é un termine che tutti conoscono bene, anche i non genovesi!).
           - E dillo un giorno, dillo l’altro, ogni volta - a chi veniva da Savona a Roma in pellegrinaggio, e che voleva anche fare visita ai Giardini Vaticani - Lavagna faceva fare il solito giro davanti alla nicchia vuota!– Tanto che, alla fine, ecco che, un giorno, arriva una lettera di due anziane signore, che, con lo stile proprio dei liguri, schietto e netto, chiedevano:” Caro Don Lavagna, quante “palanche” ci vogliono?”. Immediata partenza per Savona, ed i numerosi viaggi del Don, per indagare il costo materiale del “materiale” necessario, avendo ormai: la sicurezza della gratuità dell’artista, avendo anche la disponibilità della Fornace, e le “palanche” offerte dalle due Vecchiette, per chiudere, così, tutto quanto!
           - Restava, però, il rebus: come azzardare di proporre, in Vaticano, di mettere un’altra Madonna nei Giardini Vaticani!?! – dove erano prestigiose Madonne: Chestokpva, Guadalupe, Fatima, Lourdes! Intanto gli anni passavano, ma non passava in Lavagna la volontà, di riuscire nell’intento - quando, improvvisamente, Lavagna ebbe la sorpresa di leggere, nel 1993, alla fine dell’Enciclica “Veritatis splendor”, a firma (si capisce!) di Papa Giovanni Paolo II, l’invocazione: “O Maria, Mater Misericordiae, omnibus nobis prospice” - ”O Maria, Madre di Misericordia, guarda (veglia) sopra di noi” – “Mamma mia”, ma allora, anche il Santo Padre è devoto della Madonna della Misericordia! - per inserire questa invocazione addirittura in una Enciclica!? Lavagna chiede informazioni al Collega polacco alla Radio Vaticana, che gli conferma, come il Papa, in Polonia, andava spesso a pregare a Vilnius (allora polacca) nel Santuario della “Porta dell’Aurora”, dove esisteva una Cappella della Madonna della Misericordia, con una effigie della Vergine, tra l’altro, di autore italiano, dipinta verso la metà del 1550 (da notare che l’Apparizione della Madonna della Misericordia a Savona, risale al 1536, chissà!), E di più, Il Santo Padre, in uno dei suoi viaggi in Polonia, era andato a pregare proprio in quel Santuario! Il Padre polacco, anzi, rintracciò e diede a Lavagna una immagine della facciata del Santuario a Vilnius, dove, in latino, spiccava una bella iscrizione: “Mater Misericordiae”!
           - E’ immaginabile che il don Lavagna, stesse con le mani in mano? Difatti il brano dell’Enciclica, il ricordo dell’Incoronazione da parte di Pio VII, e la foto di Vilnius, con un bel bozzetto della “Madonna della Misericordia”, tramite la benevola e aperta comprensione del Segretario del Santo Padre, Monsignor Stanislao Dsziwisz, (che anche in passato fu l’artefice delle tre presenze artistiche a Castelgandolfo: “ I Fioretti di Santo Francesco”, “La Leggenda di Caterina da Siena”, e della “Bibbia” di Monreale, nel Palazzo Pontificio, alla presenza del Santo Padre) tramite il Monsignore, il tutto arrivò sul tavolo del Santo Padre, e da “Su”, (come si usa dire in Vaticano!) tutta la pratica ed il benestare per tutta l’operazione, scese “Giù” – su un altro tavolo, quello dell’allora Sostituto alla Segreteria di Stato: S.E. Mons. Re, che – guarda caso – si ricordava di quando cantava in Seminario: “Maria, Mater Gratiae – Mater Misericordiae”, ma soprattutto avendo visto uno spettacolo di Lavagna, esattamente il “Trittico” (“Marcellino” – “Il Pianto della Madonna” – e il “Miracolo del Corporale”) aveva una certa tal qual stima del Lavagna – per cui, Sua Eccellenza il Sostituto affidava la pratica all’allora Assessore Mons. Sandri, per la definizione della messa in opera - e qui ancora un altro segno provvidenziale, per far camminare la pratica (anche se non ce n’era bisogno!): perché la madre di Monsignor Sandri aveva frequentato,
a Buenos Aires – guarda un po’! – l’Istituto delle Suore della Madonna della Misericordia di Savona! E non è finita, perché occorreva il benestare e l’avallo del Direttore dei Musei Vaticani di allora, il Prof. Pietrangeli, che (affidata alle sue mani la definizione del tutto) assieme a Lavagna, e all’artista Minuto, dinanzi alla nicchia vuota nei Giardini Vaticani, così, simpaticamente, si esprimeva: “Natura abhorret a vacuo”! – “La natura aborrisce dal vuoto, ergo…!” - E guardando il bozzetto dell’artista: “Ma qui torniamo ai tempi dei famosi ceramisti Luca, Giovanni, Andrea della Robbia!”. E così la collocazione della stupenda effigie della Vergine, nella nicchia, ebbe luogo con tanto di iscrizione, e a perpetuo ricordo del perché di quella collocazione - una bella iscrizione, dettata dai bravi latinisti della Segreteria di Stato:

MARIA MATER MISERICORDIAE EFFIGIEM
A PIO VII SAVONAE CORONATAM A. D. MDCCCXV
IOANNES PAULUS PP II HOC IN LOCO COLLOCARI IUSSIT

Dove è appena il caso di far notare quell’iussit, per dire una precisa volontà papale, e, poi, anche non… un ordinario “in hoc loco”, ma data la valentia dei latinisti vaticani, con un tocco di latino classicheggiante…un bel: “hoc in loco”! (FOTO 46)
           - Il tutto, per la gioia: sia di chi ebbe l’idea di quella collocazione, sia dei 1300 Savonesi venuti, per l’inaugurazione, con i famosi Cristi del Priorato delle Confraternite della Diocesi di Savona e Noli (Diocesi e Confraternite, motori dell’organizzazione) - tutti anch’essi a darsi da fare per le complesse operazioni del trasporto della ceramica (8 quintali!) e della sua collocazione in quella così prestigiosa postura, tra le quattro bifore delle mura a ridosso dell’antica torre (risalente al Nono Secolo) della Radio Vaticana - collocazione per il godimento dei Savonesi che chiedono spesso, dal 1995, di potersi recare a dire una preghiera davanti alla loro Madonna – senza dire l’ammirazione di tutti coloro che, in futuro, avranno il piacere di apprezzare un vero capolavoro dell’arte ceramistica, e di restare affascinati dal sorridente volto della Madonna! Sorridente, forse a seguito del suggerimento (benevolmente appropriato e per nulla irriverente!)) di Don Lavagna, durante la lavorazione, all’artista: ”Con tutte queste Madonne che piangono (era il periodo della Madonna di Civitavecchia che piangeva): “ Fanne una, di Madonna, col viso sorridente”! – Ed ancora (e chiedo scusa, ma siamo alla fine di questa lunga storia!) con il commento, alla inaugurazione, di una anziana signora savonese, all’artista Minuto: “E’ bello che tu abbia offerto questa tua opera nel ricordo di tua madre…non so se ti sei, però, accorta… che il viso sorridente della Madonna è proprio quello di tua madre!”. Per cui, a tutte queste coincidenze, non resta che dire sempre…veramente la manzoniana frase: ”La c’è la Provvidenza”, che guida e predispone, al di là di ogni intenzione e volontà!”.
2°) – Lavagna, per l’occasione del Giubileo, cura la possibilità di riprendere la commedia “Hanno sequestrato il Papa” per sottolineare non solo il valore drammaturgico, ma anche il fatto sintomatico che la “Giornata della Pace”, virtualmente auspicata nel dramma, ebbe (come già visto per gli anni 1974 – (1985) ebbe una sua proclamata realtà proprio da parte di un Papa, Giovanni Paolo II, che, certamente, senza conoscere nulla del soggetto della commedia, lancerà (come già accennato) ad Assisi, la “Giornata mondiale della Pace”!
3°) – Sempre per il Giubileo 2000, Lavagna fa mettere ancora una volta in scena la programmazione di “Marcellino pane e vino” (vedi anni 1957-’58) anche in omaggio, e ricordo, della scomparsa del primo “Marcellino”, quello del film, il simpaticissimo Pablito Calvo, che, per la sua interpretazione è rimasto nel cuore di tutti, se così lo hanno ricordato, nei loro titoli, alla notizia della sua morte, le più importanti testate giornalistiche italiane:
- Corriere della Sera: “Addio a Marcellino, che commosse il mondo parlando con Gesù
- La Repubblica: “Marcellino Pane e Vino fece piangere il mondo”
- La Stampa: “Marcellino Pane e Vino, addio all’ex orfanello”
- Il Messaggero: “L’indimenticabile meteora di Marcellino”
- Il Tempo: “Ciao Marcellino, bambino per sempre”.
Con una notazione ulteriore: lo spettacolo teatrale non è meno coinvolgente di quello del cinema e delle sue frequenti repliche in TV - perché “dal vivo” il soggetto affascina e conquista quasi di più, tanta è la sua carica emotiva diretta, che avvince sia i piccoli che i cosiddetti “grandi”...gli adulti - carica che vien da dire: che arriva naturalmente quasi di più nello spettacolo teatrale “dal vivo”(come va da sempre ripetendo il Lavagna) sopratutto con la presenza degli attori, e specialmente, poi, se in scena c’è un attore bambino, che sa captare le simpatie degli spettatori grandi e piccini!
Per doverosa informazione si sente il dovere di avvertire: che a metà anno 2000 viene negato il permesso dagli eredi dell'Autore spagnolo, che vendono il soggetto per una edizione di cartoni animati, anche trasmessa in Italia in Televisione…e di cui, però, nessuno parla (per cui è pacifico il giudizio negativo!) anche perché la bella trama di “Marcellino” è impostata come i soliti cartoni…”senza infamia e senza lodo”, come sono un po' tutti i cartoni animati, a meno che portino il marchio Disney – cartoni ben lontani dalla suggestione che, sia al cinema dà sempre ancora a rivederlo oggi il piccolo Pablito Calvo, sia anche tutt'altra cosa di quanto commuove sempre la favola meravigliosa rivissuta “dal vivo”, a teatro!

ANNO 1997 -  Lavagna realizzò nel 1997 a seguito del Centenario di Colombo nel 1992, un altro Recital in occasione del centenario di quell’altro grande marinaio che fu Sebastiano Caboto che scoprì, nel Nord America, quello che sarà il futuro Canada.
L’Università John Caboto di Roma volle ricordare questo avvenimento facendo eseguire il Recital scritto da Marcella Uffreduzzi e con i cori lirici poetici di Lavagna e presentato a tutti gli studenti dell’Università.
Il Recital è diviso in due tempi in quanto Sebastiano Caboto scoprì la parte Nord dell’America mentre suo figlio Giovanni, non meno intraprendente del Padre, scese al Sud, inoltrandosi sino al Rio della Plata e meritando dal suo procedere da “costeggiare” fosse definito “cabotaggio” in tutte le denominazioni marinare!

ANNO 1998 - Il musical di “Pinocchio” viene messo in scena a Tiblisi, nella Repubblica Caucasica della Georgia, dal Teatro della Scuola Italiana, che recita il testo di Lavagna in italiano, cantando pure in italiano le parole delle canzoni sulle musiche di Alberico Vitalini; il tutto: sia come studio e pratica di lingua italiana, sia come esercitazione musicale (come già avvenuto per l’opera Davide Re, a Tokyo) - Per la regia e la scenografia sono chiamate personalità dal Teatro dell’Opera Lirica di Tiblisi; le parti (Geppetto, Mastro Ciliegia, Gendarme, Oste, Direttore del Circo) sono affidate ad attori del Teatro Nazionale di Prosa; mentre le coreografie sono affidate alla Direttrice della Scuola di Danza dell’Opera Tbilisina – il tutto sempre con l’interpretazione di Pinocchio, personaggio della Commedia dell’Arte. (FOTO 47 A – 47 B – 47 D – 47 E – 47 F – 47 G -47 H – 47 I)

ANNO 1999 - Gli echi del successo georgiano musical di “Pinocchio” arrivano anche in Italia, dove la Compagnia di Tiblisi viene invitata a Palermo nell’ambito delle manifestazioni per il Gemellaggio Italia – Georgia (Tiblisi - Palermo). Successivamente la Compagnia presenta il suo spettacolo a Roma, e a Rieti (città anch’essa gemellata con Tiblisi).

Don Lavagna comunica che, oltre alla consultazione del presente SIto, chi volesse approfondire la sua conoscenza potrà consultare una serie di dossier cartacei (scritti, foto) presso i seguenti indirizzi:

- Biblioteca Comunale, Via Monturbano, 14 – 17100 - Savona tel: 019/8310393 - fax: 019/8310716

- Biblioteca del Burcardo della SIAE – Via del Sudario, 44 – 00186 – Roma tel: 06/681971 - fax: 06/68194727

- Biblioteca Radio Vaticana - Piazza Pia 3 - 00193 ROMA - tel: 06/698/83551/4365 - fax: 06/6988384 - SEDOC@Vaticaradio.VA


Anni 1918- 1949 Anni 1950- 1959 Anni 1960- 1969 Anni 1970- 1979
Anni 1980- 1989 Anni 1990- 1999 Anni 2000- 2009 Anni 2010- 2011