Raffaello Lavagna - Sacerdote - nato a Savona 22/10/1918 - Drammaturgo - Librettista lirico
Autore di testi per canzoni e melodie sacre - Giornalista della Radio Vaticana e animatore di spettacoli teatrali.
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LA BIBBIA di MONREALE
L’occasione per questa opera, come film, fu data dall’essere andato Don Lavagna, per conto della Radio Vaticana, con una troupe a registrare un concerto nella Basilica di Monreale – non restando solo un’ora o due, come i visitatori, ad ammirare i famosi mosaici che tappezzano tutta la Basilica, a 10-20-30-50 metri di altezza – Lavagna che dovendo stare tre giorni per il concerto:
guarda un giorno, guarda l’altro, quei stupendi mosaici finirono per incantarlo:
cui si aggiunse la famosa frase dantesca: “Scintilla, che gran fiamma seconda”, data da una frase, colta al volo, da un signora che toccandosi il collo, dopo avere ammirato i mosaici col binocolo: “Che torcicollo mi è venuto a guarda per tanto tempo in su!” - Una frase che fece scattare in Don Lavagna il pensiero: “Ma guarda, che stupidi - se invece si facesse un bel documentario, da poterseli vedere i mosaici al cinema, o magari alla Tv, seduti comodamente in poltrona!” – Detto fatto - ed il “Resto del Carlino” della realizzazione del film nel Sito con le proiezione al Festival di Cannes, ed a Roma per tutto l’Anno Santo 1983. Ricordando a loro disdoro, che la proposta fu bocciata dall’Istituto Luce, che sarebbe stato l’Ente ideale per questa operazione (invece realizzata da una Produzione francese)– come pure incomprensibile, ma quanti rifiuti, da parte della RAI, che, poi, dopo il successo, ne pagò salatamente il presso per due trasmissioni - mentre avrebbe potuto incassare un bel po’ di allora milioni di lire, realizzandolo lei il film - e vendendolo in tutto il mondo, come avvenne per Produzione francese, anche perché la regia fu affidata ad uno dei più grandi artisti francesi Marcel Carné, che realizzò – a detta do tutti i critici – un capolavoro filmico su di un altro capolavoro musivo!
Con una notazione per il DVD in proiezione di seguito, che si tratta della edizione commentata parte in lingua italiana, e parte in lingua francese – con la trovata di non farne un documentario, con quel tanto di drammatizzazione (questa la trovata di Lavagna) che i personaggi dei mosaici parlano attraverso la voce degli attori fuori campo, riportando i testi del Vecchio e del Nuovo Testamento (e che sono abbreviati negli stessi mosaici) – una trovata che Lavagna usò con successo anche per altri documentari su Giotto, con sul “video” le pitture, dando ai personaggi la voce,degli attori sempre fuori campo, che parlano con i testi delle sacre rappresentazioni del tempo di Giotto! Anche se, come per “Marcellino pane e vino” sono nati problemi con gli Eredi spagnoli così è avvenuto alla morte del regista Carné e del Produttore francese – problemi (come spesso avviene tra “fratelli-coltelli!) tra di loro da parte degli Eredi francesi” - problemi che si spera di risolvere, con un po’ di buona volontà e senza volerne fare di questo film solo una speculazione, date i suoi contenuto di valore artistico e religioso!
Per i riferimenti nel Sito, vedere Anni 1977 (Festival di Cannes) e Roma Anni 1983 per l’Anno Santo.
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