Raffaello Lavagna - Sacerdote - nato a Savona 22/10/1918 - Drammaturgo - Librettista lirico
Autore di testi per canzoni e melodie sacre - Giornalista della Radio Vaticana e animatore di spettacoli teatrali.

Anni 1918- 1949 Anni 1950- 1959 Anni 1960- 1969 Anni 1970- 1979
Anni 1980- 1989 Anni 1990- 1999 Anni 2000- 2009  

INNO  PONTIFICIO

    Ma Don Lavagna veniva ancora chiamato in causa, perché Monsignor Vieri, della Segreteria di Stato, Vice Presidente della A.I.S.C. (Associazione Italiana Santa Cecilia) pregava il M° Vitalini di comporre una trascrizione a 4 voci dispari sul tema della Marcia Pontificia di Gounod, per poterla cantare – il Maestro ben volentieri compose il tutto – e naturalmente, fatta l’Italia bisognava fare…comporre le parole per poterlo cantare l’Inno – e anche qui Don Lavagna ”Datti da fare!” – Solo che le parole dovevano essere in latino, lingua ufficiale del Vaticano -  con l’aggravante di una musica già composta (in genere prima ci sono le parole, poi il motivo musicale!) per cui fu una elaborazione difficoltosa, perché, oltretutto,: “Che argomento trattare!?” – Esistevano delle parole italiane, ma ottocentesche: “Roma immortale, nei secoli, ecc…” - !La soluzione fu di rivol-gersi al Nuovo Testamento (Vangeli e Lettre) per recepire tutto quello che si diceva di Pietro:
     - Pietro, cui sono state date le chiavi del cielo - Tu conferma i tuoi fratelli –
    - Pescatore di uomini – tu che leghi e sciogli il cielo e la terra…ecc…
Composizione non facile, ma che ebbe la sua consacrazione nella “prima” per il 60.simo della Radio Vaticana (1931-1991) a Santa Maria di Galleria, alla presenza del Papa Giovanni Paolo II, che si complimentò con il M° Vitalini, chiamandolo: “Un po’ come un novello Gounod” e Lavagna… che sarebbe a dire come “il Goffredo Mameli del Vaticano!”- Inno replicato nel 1993, per il V Anniversario della Elezione di Papa Wojtila (1978-1993) data che fu gradita anche all’Ambasciata di Francia, perché coincideva con il Centenario di Gounod Con l’apprezzamento  anche in campo civile, tanto da meritare anche di entrare nel repertorio del musiche e canti nazionali  per il 21 aprile, il Natale di Roma….
Si mettono qui i le parole, che sarà bene avere sotto gli occhi, ascoltando il canto dell’Inno,. Con una notazione di una libertà poetica, da parte di Lavagna, che marinaio, volle permettersi una frase “”rupes inter fluctus – tu es pharus in bris” – frase che si adegua al fatto che il Papato è sempre stata la roccia, contro cui si sono infrante tante onde nei secoli, senza scalfirla – e nello stesso tempo faro, su questo promontorio marino, che fosse luce e guida ai naviganti!
Il  riferimento (con tutta la storia) è nel Sito Anni 1993-1994….

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